Martedì pomeriggio, al termine delle lezioni, un bambino di 11 anni residente a Vodo e studente a San Vito di Cadore è stato fatto scendere dall’autobus della linea Calalzo–Cortina per mancanza del nuovo biglietto giornaliero da 10 euro. Senza cellulare, vietato a scuola, il ragazzino ha percorso da solo circa sei chilometri lungo la ciclopedonale, orientandosi nella neve e nel freddo con due zaini sulle spalle e i jeans bagnati.
«Avevo freddo, più che paura», ha raccontato una volta arrivato a casa. La madre lo ha trovato in stato di ipotermia, con una temperatura corporea di 35 gradi, e lo ha immediatamente coperto con coperte per farlo riscaldare.
L’episodio ha sollevato interrogativi sulla gestione del trasporto pubblico e sulla tutela dei minori nel contesto del potenziamento della linea in vista delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026.
Il nuovo biglietto olimpico e l’impatto sui residenti della linea Calalzo–Cortina
Con il potenziamento della linea 30 in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 è stato introdotto un biglietto giornaliero “olimpico” da 10 euro. Fino a pochi giorni prima le stesse tratte costavano tra i 2 e i 4 euro.
Oggi i biglietti ordinari non sono più validi: si può viaggiare solo con abbonamenti mensili o annuali, un abbonamento speciale da 150 euro, il ticket giornaliero o l’accredito ufficiale olimpico.
Questo cambiamento ha colpito soprattutto residenti, studenti e lavoratori per i quali la linea rappresenta un servizio pubblico essenziale. Dolomiti Bus ha precisato di non aver deciso le tariffe, attribuendole alla Conferenza dei servizi, e ha spiegato che i proventi servono a coprire i costi del piano finanziato tramite Regione e Stato.
La nuova struttura tariffaria solleva un contrasto tra le esigenze dell’evento olimpico e il diritto alla mobilità quotidiana dell’utenza locale.
Le azioni legali e i provvedimenti verso l’autista
La famiglia del ragazzo ha formalizzato una querela per abbandono di minore presso le autorità competenti. Sulla base della denuncia, la Procura di Belluno ha aperto un’inchiesta per verificare eventuali profili di responsabilità penale legati all’episodio.
Parallelamente, Dolomiti Bus ha adottato un provvedimento interno: l’autista coinvolto è stato sospeso in via precauzionale e l’azienda ha avviato una propria indagine disciplinare per ricostruire la dinamica e valutare l’operato del dipendente. La sospensione cautelare non costituisce una condanna definitiva, ma una misura temporanea in attesa degli esiti degli accertamenti.
Le reazioni istituzionali e il nodo dei costi del piano di trasporto
La vicenda ha innescato una forte reazione politica e sindacale. La Cgil ha definito il sistema tariffario «fuori dalla logica del trasporto pubblico», denunciando l’impatto su chi utilizza la linea quotidianamente. La Provincia ha annunciato aperture verso possibili correttivi per tutelare residenti e pendolari, mentre l’opposizione rivendica trasparenza sui costi reali del piano di trasporto olimpico.
Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha bollato l’episodio come «disumano» e «inaccettabile», sottolineando che non rispecchia i valori del territorio.
Al centro del dibattito resta una domanda cruciale: chi sopporta davvero il peso organizzativo ed economico di Milano Cortina 2026 quando a pagarne le conseguenze sono le fasce più vulnerabili della popolazione.