La normativa italiana sulla verifica dell’età per l’accesso ai contenuti inadatti ai minori è operativa dal novembre 2025. A partire dal 1° febbraio 2026, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha chiarito un aspetto cruciale: l’obbligo si applica anche alle piattaforme con sede al di fuori dell’Unione Europea, purché offrano servizi agli utenti italiani.
La decisione rappresenta una svolta nella tutela dei minori online. I portali che ospitano pornografia, violenza gratuita e altri materiali inadeguati ai giovani devono dotarsi di sistemi certificati per accertare la maggiore età degli utenti.
L’intervento di Agcom elimina ogni possibile scappatoia: non esistono più “zone franche” per i colossi internazionali che operano sul mercato italiano. L’obiettivo dichiarato è creare un argine unico e compatto contro l’accesso indiscriminato dei minori a contenuti nocivi, garantendo che tutte le piattaforme raggiungibili dagli utenti italiani rispettino le stesse regole di protezione, indipendentemente dalla loro localizzazione geografica o dalla sede legale.
Il perimetro dell’obbligo: anche le piattaforme extra-Ue
Con la recente comunicazione, Agcom ha definito in modo inequivocabile il perimetro di applicazione della normativa: l’obbligo di verificare l’età si applica a qualsiasi piattaforma che offre servizi agli utenti italiani, indipendentemente dalla sede legale o dalla localizzazione dei server. Il criterio determinante non è dunque geografico o tecnico, ma funzionale: se un sito è accessibile e si rivolge al pubblico in Italia, deve rispettare le leggi italiane sulla tutela dei minori.
Questo principio pone fine alle cosiddette “zone franche” che fino ad oggi potevano essere sfruttate dai grandi colossi internazionali con sede fuori dall’Unione europea. Prima dell’intervento dell’Autorità, esisteva il rischio concreto che le piattaforme extra-Ue potessero eludere gli obblighi nazionali, continuando a offrire liberamente contenuti sensibili – pornografia, violenza gratuita e altri materiali inadatti ai giovani – senza controlli adeguati.
Il nuovo assetto normativo elimina questa possibilità: dal 1° febbraio, tutte le piattaforme che operano sul mercato italiano sono soggette alle medesime regole, garantendo un presidio omogeneo e uniforme per la protezione dei minori online.
Il funzionamento della verifica dell’età e le garanzie di privacy
Il nuovo sistema di Age Verification abbandona definitivamente i banner autodichiarativi del tipo “Dichiaro di essere maggiorenne”, facilmente aggirabile da chiunque. Al loro posto, le piattaforme devono implementare meccanismi certificati che forniscano una prova concreta dell’età dell’utente, garantendo al contempo l’anonimato della navigazione.
Tra le soluzioni adottate nel modello italiano figurano app terze certificate e il ricorso allo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), che consentono di attestare la maggiore età senza rivelare l’identità dell’utente ai gestori dei portali visitati. In questo modo, il servizio verifica unicamente che l’utente abbia compiuto 18 anni, preservando la riservatezza dei dati personali e impedendo la profilazione o la tracciabilità.
L’architettura del sistema separa la fase di autenticazione da quella di accesso al contenuto: l’intermediario certificato comunica solo l’esito positivo o negativo della verifica, senza trasmettere informazioni sensibili al sito di destinazione.
Questo approccio rafforza la protezione dei minori e rassicura gli utenti maggiorenni sulla tutela della propria privacy durante la navigazione.
Le ricadute per studenti e famiglie
Per gli utenti italiani, in particolare studenti e famiglie, la nuova misura si traduce in una maggiore protezione online. L’accesso ai contenuti inadatti ai minori sarà controllato in modo uniforme su tutte le piattaforme, eliminando le differenze tra siti europei ed extra-Ue.
La navigazione diventa più sicura grazie a un presidio unico che impedisce l’accesso indiscriminato a materiali nocivi, senza compromettere l’anonimato.