Zerocalcare torna su Netflix con la terza serie animata “Due Spicci”, dopo il successo di Strappare lungo i bordi (2021) e Questo mondo non mi renderà cattivo (2023). La piattaforma ha pubblicato il primo teaser trailer, confermando l’uscita per maggio 2026, senza ancora comunicare la data precisa.
Il teaser riporta immediatamente nel mondo del fumettista di Rebibbia: Zero sfreccia nel traffico caotico della Capitale a bordo della sua utilitaria, accompagnato dall’Armadillo. Il protagonista è in ritardo per un appuntamento con l’amica Sarah, che lo attende in un bar.
La scena restituisce il mood tipico delle opere precedenti, tra ansia quotidiana e ironia.
La descrizione ufficiale anticipa il contesto: “Vite personali complicate e responsabilità inattese fanno precipitare una situazione già fragile… e far aspettare Sarah per mezz’ora non aiuta affatto.” L’Armadillo, voce della coscienza cinica e saggia interpretata ancora da Valerio Mastandrea, accompagna nuovamente Zero nelle sue riflessioni esistenziali, confermando la continuità stilistica e tematica con le serie precedenti.
La trama: debiti, responsabilità e una figura dal passato
La sinossi ufficiale delinea i nuclei narrativi di Due Spicci. Zero e Cinghiale decidono di gestire insieme un piccolo locale, tentando di dare una svolta alla propria esistenza.
Il progetto, però, si scontra subito con la realtà: i conti non tornano, le tensioni aumentano e il peso delle responsabilità quotidiane mette a dura prova sia l’attività sia i rapporti personali.
Il titolo stesso, Due Spicci, richiama le difficoltà economiche che i protagonisti devono affrontare. Non si tratta soltanto di una questione contabile: i problemi di denaro amplificano crisi esistenziali, incomprensioni e scelte difficili.
La serie mantiene così il registro tipico di Zerocalcare, in cui preoccupazioni concrete si intrecciano con riflessioni più intime.
A complicare ulteriormente la situazione interviene una figura misteriosa legata al passato di Zero. Questo personaggio riapre ferite e obbliga tutti a confrontarsi con scelte rimaste in sospeso, aggiungendo un ulteriore strato di tensione emotiva alla narrazione.
Torna anche Valerio Mastandrea, che presta nuovamente la voce all’Armadillo, coscienza cinica e riflessiva del protagonista. La presenza di questo personaggio garantisce continuità con le opere precedenti e arricchisce il dialogo interiore che caratterizza le storie di Zero, bilanciando ironia e introspezione.
Le origini dell’annuncio: dagli indizi a Lucca Comics al teaser
L’annuncio ufficiale di “Due Spicci” rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato mesi fa. A giugno Zerocalcare aveva lanciato i primi indizi sull’esistenza di un nuovo progetto, alimentando le speculazioni dei fan senza rivelare dettagli concreti.
La svolta è arrivata durante l’edizione di Lucca Comics & Games, dove il fumettista ha ufficializzato il titolo della terza serie animata per Netflix.
Verso la fine del 2025 l’attesa si è intensificata ulteriormente quando Valerio Mastandrea, in alcune dichiarazioni pubbliche, ha involontariamente alimentato nuovi rumors sul ritorno dell’Armadillo. Il teaser pubblicato a gennaio rappresenta la prima conferma visiva e temporale dopo questi mesi di segnali frammentari: il pubblico ha finalmente una finestra certa, maggio, per il ritorno su Netflix.
Le attese e i temi: risate amare e riflessioni esistenziali
Il teaser e le prime anticipazioni di Due Spicci confermano l’equilibrio caratteristico di Zerocalcare tra ironia pungente e profondità introspettiva. La scena del traffico romano, i ritardi e le tensioni quotidiane riportano lo spettatore in un contesto riconoscibile, dove i problemi concreti si intrecciano con le fragilità personali.
Come recita la sinossi ufficiale: “Vite personali complicate e responsabilità inattese fanno precipitare una situazione già fragile”.
Le amicizie, i conti che non tornano e le scelte difficili rappresentano il cuore della narrazione, mantenendo la capacità di parlare a studenti e giovani adulti attraverso situazioni universali. L’attesa costruita nei mesi precedenti culmina ora nella certezza della finestra di maggio, quando il pubblico potrà tornare a Rebibbia per ritrovare Zero, Cinghiale e l’Armadillo alle prese con le sfide del cambiamento.