Licet apud concilium accusare quoque et discrimen capitis intendere. Distinctio

poenarum ex delicto. Proditores et transfugas arboribus suspendunt, ignavos et imbelles et corpore infames caeno ac palude,

iniecta insuper crate, mergunt. Diversitas supplicii illuc respicit, tamquam scelera ostendi oporteat, dum puniuntur, flagitia

abscondi. Sed et levioribus delictis pro modo poena: equorum pecorumque numero convicti multantur. Pars multae regi vel

civitati, pars ipsi, qui vindicatur, vel propinquis eius exsolvitur. Eliguntur in isdem conciliis et principes, qui iura per

pagos vicosque reddunt; centeni singulis ex plebe comites consilium simul et auctoritas adsunt.

Traduzione

Nell’assemblea è consentito

presentare anche accuse e intentare un processo capitale. Le pene variano secondo le colpe: i traditori e i disertori sono

impiccati agli alberi; i vili e i codardi e quelli che macchiano il proprio corpo con pratiche infamanti vengono sommersi nel

fango di una palude, poi coperta con un graticcio. La diversità del supplizio ha un suo significato: la punizione dei primi

crimini deve essere veduta da tutti, quella degli atti vergognosi, nascosta. Anche per le mancanze meno gravi esistono

punizioni proporzionate: i colpevoli pagano un’ammenda in cavalli o capi di bestiame, parte della quale va al re o alla

collettività e l’altra a chi ottiene giustizia o ai suoi familiari. Sempre in queste assemblee vengono scelti anche i capi,

che amministrano la giustizia nei distretti e nei villaggi; ciascuno di essi è assistito da cento uomini del popolo, che lo

consigliano e gli conferiscono autorità.