Tesina: Umanistica[br] Di: Lorena F. [br] Tipo Scuola: Liceo Classico [br][br] [b]Abstract:[/b] [br]Hermann Hesse nasce a Calw, cittadina della Foresta Nera, nel 1877. La sua famiglia rappresenta un insieme di influenze diverse: il padre è cittadino russo, la madre, tedesca con origini francesi, è nata in India, il nonno è missionario e poliglotta. Hermann cresce, dunque, all’ombra della grande libreria paterna, in un ambiente familiare ricco di stimoli nei quali si fondono l’insegnamento biblico (di impronta pietista), lo studio della filosofia e quello dei costumi indiani. L’analisi della famiglia da cui proviene ci permette di comprendere a fondo la produzione artistica di questo autore sempre fedele, nella sua produzione letteraria e non (ricordiamo anche l’esperienza come pittore), al principio di superiorità dell’esperienza sensibile su quella intellettuale. Destinato a studi teologici, Hermann ha con la scuola un rapporto complicato, fatto di sofferenze, delusioni e costanti ribellioni. Il giovane predilige la cultura libera, dichiarando di aver letto, durante gli anni scolastici, “metà della letteratura mondiale”. Lavora come apprendista orologiaio, come bibliotecario, viaggia e si appassiona all’Italia, alla figura di Francesco di Assisi, all’India e alla cultura orientale. Durante la Grande Guerra si schiera per la pace e lavora presso un centro di assistenza ai prigionieri di guerra. Ottenuta la cittadinanza svizzera, si trasferisce a Montagnola, nel Canton Ticino, luogo che diventerà per lui rifugio, oltre che fisico, anche intellettuale. Durante la dittatura hitleriana si adopera per aiutare profughi e perseguitati. Riceve il Premio Nobel nel 1946 e muore nella “sua” Montagnola nel 1962. Hermann Hesse pensava di essere uno scrittore, non un uomo politico. All’inizio della Prima Guerra Mondiale fu uno dei pochi intellettuali che non si unirono all’entusiasmo generale per la guerra. Infatti, la maggior parte degli intellettuali si schierò a favore delle operazioni belliche; tra essi è da ricordare Thomas Mann, che si espresse a favore della guerra nello scritto (“Considerazioni di un apolitico”) sul conflitto tra Kultur e Zivilisation (posizione poi abbandonata in favore di una sostanziale opposizione alla guerra, com’è riscontrabile anche in un carteggio con lo stesso Hermann Hesse). È pur vero che Hesse non aveva uno spirito nazionalistico forte; infatti, le sue origini di così varia natura gli avevano permesso di vedere la Germania con occhio distaccato.