Luciano

Scrittore greco, nacque a Samosata intorno al 120 d.C. Orientato dapprima a continuare la tradizione familiare, entrò come apprendista nella bottega di scultore dello zio; resosi conto, però. Che quell’arte non faceva per lui, intraprese una lunga serie di viaggi, che lo portarono anche ad Atene, dove poi si stabilì nel 160. Qui approfondì lo studio e l’apprendimento della lingua greca, maturando quello stile attivista puro e lieve che contraddistinguerà l’intera sua opera. Accettato un incarico di procuratore imperiale in Egitto, vi si trasferì nel 180. La militanza nell’apparato burocratico imperiale, la permanenza in Roma e i contatti avuti ad Atene con l’ambiente della Seconda Sofistica, non pregiudicarono mai i legami con il mondo semitico da cui riveniva.
Non si conosce con esattezza la data della sua morte, che senz’altro va posta dopo il 180, essendo sopravvissuto di molto all’imperatore Marco Aurelio.
Della sua copiosissima produzione ci sono giunte circa 80 opere, alcune delle quali di incerta attribuzione. Tra le opere retoriche, composte durante una brillante carriera di conferenziere, vanno menzionati i discorsi contro la tirannide (Tirannicida, Abdicatus), i componimenti retorici su argomenti estemporanei e leziosi (Hippias) e le ”chiacchierate” introduttive ai suoi discorsi (Dipasades, Soloecista e Iudicum vcoalium).
Alle opere filosofiche appartengono invece i “dialoghi menippei”, che si possono dividere in teologici e etico-pessimistici .
Al di là della accademica ripartizione tra opere filosofiche e opere filosofiche, è presente in Luciano un tratto rilevabile in tutta la monumentale produzione. Essa coincide con una pratica stilistica atticizzante, volta a rivitalizzare, in un’epoca ormai tarda, la cultura greca, svincolata dagli ormai improponibili elementi religiosi e politici legati al mondo chiuso dell’antica polis, per mantenerne, nel segno di un razionalismo scettico, le acquisizioni definitiva on ambito filosofico e speculativo.

I banchetti nell'isola dei Beati

Per il pranzo si intrattengono con musica e canti: si cantano in essi soprattutto i versi di Omero. E lo stesso può anche banchettare con essi. Dunque i cori sono (composti) da fanciulli e fanciulle: danno inizio al canto e cantano insieme il Eunomo della Locride, Ario di Lesbo, Anacreonte e Stesicoro. Dopo che gli […]

La patria

Traduzione   Non c’è niente di più dolce, né di più venerando e sacro della patria. E dunque gli uomini la chiamano veneranda e sacra, e la patria è principio e maestra di tutto. Molti ammirano la magnificenza e la grandezza delle altre città, tutti amano la patria. I giusti tra i  fanciulli si occupano […]

Nella pancia della balena 1

Prendendo più compagni camminavo verso il bosco per osservare intorno. Con i cinque più audaci cercavo una vittima per Poseidone, come il rispetto dimostrava, e in seguito spuntava un campo pieno di morti e vicino una fontana d’acqua, sentiamo anche un latrato di cane e il fumo nero, apparendo da lontano, mostrava che là c’era […]

Nella pancia della balena 2

Il vecchio prendendoci ci conduceva fino a casa e ci offriva ortaggi, frutta e carne e ancora, mentre versava acqua fredda, voleva suscitare la nostra disposizione d’animo, e io subito narravo tutto, anche la tempesta nell’isola, la navigazione nella nebbia, la battaglia e tutto fino alla discesa nel ventre del cetaceo. Egli meravigliandosi diceva: «muovendomi […]