L’iter legislativo del bonus giovani under 35 ha attraversato una fase di incertezza prima di trovare la via della conferma. Nella prima stesura del decreto Milleproroghe, la misura risultava esclusa dal testo governativo, ma non per una scelta politica di taglio dei fondi: si è trattato di un ostacolo tecnico emerso durante la redazione del provvedimento.
La correzione è arrivata attraverso un emendamento presentato alla Camera dei Deputati da Chiara Tenerini e Roberto Pella di Forza Italia, che punta a estendere l’incentivo fino al 31 dicembre 2026. La proposta ha raccolto un sostegno trasversale, con emendamenti identici depositati dal Partito Democratico e da Italia Viva, segnale di una convergenza politica significativa sul tema del sostegno all’imprenditoria giovanile.
Per la conferma ufficiale mancano ancora passaggi formali: il voto in Commissione e la successiva conversione in legge del decreto. La convergenza tra maggioranza e opposizione rappresenta un indicatore positivo, ma l’efficacia della misura resta subordinata al completamento dell’iter parlamentare nei tempi previsti per l’approvazione del Milleproroghe.
I requisiti per accedere al bonus: età, stato occupazionale e vincoli ISEE
L’accesso al Bonus giovani under 35 è subordinato a condizioni anagrafiche e occupazionali precise. Il candidato deve risultare disoccupato al momento della presentazione della domanda e non aver ancora compiuto trentacinque anni di età.
Questi due parametri costituiscono i pilastri normativi dell’incentivo e delimitano la platea dei potenziali beneficiari con criteri immediatamente verificabili.
Un elemento distintivo della misura risiede nell’assenza totale di vincoli patrimoniali. Non sono richiesti tetti ISEE, né esistono limiti reddituali pregressi da rispettare. Questa caratteristica differenzia sensibilmente il bonus da altre prestazioni assistenziali che subordinano l’erogazione alla situazione economica del nucleo familiare.
La scelta di non introdurre filtri economici riflette l’intenzione del legislatore di concentrare l’intervento sulla fase di start-up imprenditoriale, indipendentemente dalle condizioni di partenza del richiedente.
La misura si rivolge quindi a studenti neolaureati, neodiplomati e giovani senza occupazione che intendono avviare un’attività imprenditoriale nei settori individuati come strategici dal decreto attuativo. Verificare i requisiti diventa operazione semplice: basta controllare età e stato occupazionale al momento della richiesta.
I settori ammissibili: manifattura, costruzioni, turismo e servizi tecnici
L’accesso al bonus è subordinato all’avvio di un’attività in uno dei comparti definiti “strategici” dall’articolo 2 del decreto attuativo pubblicato nella primavera del 2025. Il legislatore ha disegnato un perimetro ampio che abbraccia il cuore produttivo del paese: rientrano infatti l’intero settore manifatturiero, dalle produzioni tessili e farmaceutiche alla siderurgia, dall’automotive all’industria alimentare.
Sono ammissibili anche le attività legate alla gestione delle risorse idriche ed energetiche, le costruzioni in ogni loro forma, le attività professionali di carattere tecnico, le agenzie di viaggio e l’industria dell’intrattenimento. Questa articolazione conferma che l’incentivo è pensato per sostenere chi investe in ambiti che generano valore economico e occupazionale diffuso, coprendo una parte consistente del tessuto imprenditoriale italiano e offrendo margini operativi per progetti diversificati.
L’erogazione INPS e la domanda: importo, anticipo annuale e finestra dei 30 giorni
Il sostegno economico prevede 500 euro mensili per un periodo massimo di 36 mesi, con una particolarità rilevante nella gestione finanziaria: l’INPS non effettua bonifici frazionati mese per mese, ma eroga l’intero importo annuale in un’unica soluzione anticipata di 6.000 euro netti, completamente esenti da imposizione fiscale.
Questa modalità consente al neoimprenditore di disporre immediatamente della liquidità necessaria per coprire i costi di avvio.
La richiesta va presentata esclusivamente in via telematica tramite il portale istituzionale dell’INPS, autenticandosi con SPID o Carta d’Identità Elettronica nella sezione dedicata denominata “Incentivo Decreto Coesione”. L’aspetto più critico riguarda i termini: l’istanza deve essere trasmessa entro trenta giorni dalla data di iscrizione dell’attività, calcolati a partire dall’invio della Comunicazione Unica al Registro delle Imprese.
Superare questa scadenza comporta automaticamente la perdita del diritto al beneficio, rendendo fondamentale monitorare con precisione le tempistiche burocratiche fin dalla costituzione dell’impresa.