Dal prossimo anno scolastico l’Istituto tecnico industriale “Marconi” di Dalmine si trasforma in un campus a tempo pieno. Gli studenti rimarranno a scuola dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 16.30, con una pausa pranzo dalle 12 alle 12.30.
Le 40 ore settimanali previste superano le 32 ore curriculari obbligatorie: il tempo aggiuntivo sarà dedicato ad attività opzionali mirate allo sviluppo delle competenze non cognitive, senza l’uso dello smartphone.
La decisione, approvata dagli organi collegiali, si fonda su un divieto già operativo da settembre: gli studenti devono depositare il telefono in appositi armadietti all’ingresso. Chi viene sorpreso con il dispositivo in tasca o in uso subisce sanzioni progressive: al primo episodio il cellulare viene ritirato e consegnato al genitore, alla seconda infrazione scatta la sospensione con allontanamento temporaneo dalla classe.
Finora sono stati sanzionati settanta studenti.
Per favorire la socializzazione, l’istituto ha raddoppiato la durata dell’intervallo. Il potenziamento dei trasporti pubblici da parte della provincia di Bergamo ha reso possibile la riorganizzazione oraria, mentre per gli studenti impegnati in attività sportive sono previsti calendari compatibili con minori rientri pomeridiani. L’obiettivo è presidiare il pomeriggio quando entrambi i genitori lavorano, limitando l’esposizione solitaria ai social.
Le criticità rilevate: ansia, ritiro sociale e fragilità relazionali
L’ITI Marconi registra un aumento significativo dell’ansia tra gli studenti, con sette casi accertati di ritiro sociale (hikikomori) che rappresentano la punta dell’iceberg di un disagio più diffuso. Molti ragazzi manifestano difficoltà a stare con i pari, presenze discontinue e rifiuto della classe, arrivando talvolta a non scendere dall’auto del genitore.
Lo sportello psicologico ha già erogato sessanta ore quest’anno, contro le quattro-cinque del periodo Covid. L’ansia è alimentata dallo smartphone, vissuto come “amico del cuore” e fonte di pressione per rispondere a messaggi e like.
Marco Crepaldi stima in Italia duecentomila hikikomori totali, di cui settantamila in età scolastica.
Le famiglie tendono a medicalizzare il problema, cercando certificazioni con legge 104 per facilitare il percorso scolastico, ma questo approccio rischia di stigmatizzare ragazzi con fragilità psicologiche educabili.
Le competenze non cognitive al centro: socialità, lavoro di gruppo, resilienza
Il dirigente Maurizio Chiappa sottolinea come l’automazione e l’intelligenza artificiale abbiano ridotto la domanda di competenze verticali, quali la programmazione informatica, mentre è cresciuta la richiesta di soft skills: capacità di collaborare in gruppo, gestione autonoma dei tempi, argomentazione delle scelte operative.
“Le aziende chiedono sempre più di saper lavorare insieme”, spiega il preside, “mentre i ragazzi sono sempre meno capaci di farlo”.
Il nuovo assetto didattico prevede lezioni disciplinari al mattino e laboratori pomeridiani finalizzati allo sviluppo delle competenze trasversali. I docenti partecipano a percorsi di formazione basati sulla ricerca-azione e sull’osservazione tra pari, per integrare didattiche attive nei propri insegnamenti.
Chiappa rivendica alla scuola il ruolo di ultima istituzione capace di educare alla socialità in un contesto in cui gli spazi informali di aggregazione sono scomparsi. Il progetto si collega al decreto ministeriale che ha avviato una sperimentazione sulle competenze non cognitive, ormai riconosciute come determinanti per l’inserimento lavorativo. L’istituto vanta già il più alto tasso di occupazione post-diploma della provincia di Bergamo secondo Eduscopio della Fondazione Agnelli.
Le partnership territoriali: il ruolo delle imprese e gli obiettivi esg
Il progetto campus si innesta in un territorio dove il tasso di disoccupazione si attesta intorno al 3 per cento. Secondo i responsabili delle risorse umane interpellati dal dirigente Chiappa, i giovani diplomati sono preparati tecnicamente ma mostrano fragilità nella collaborazione: diversi neoassunti, in particolare nel settore informatico, abbandonano il posto per l’incapacità di reggere il lavoro in squadra.
La scuola, riconosciuta da Eduscopio come la migliore della provincia per inserimento lavorativo, intende trasformare questa reputazione in leva per stringere alleanze con le imprese. Le aziende possono migliorare i propri parametri ESG e offrire welfare ai dipendenti, garantendo un ambiente scolastico più strutturato per i figli. Le trattative sono in corso per ottenere il supporto operativo del tessuto produttivo locale.
Il benessere dei docenti: yoga e pilates per la tenuta in classe
L’istituto ha introdotto corsi di yoga e pilates gratuiti per il personale docente, riconoscendo il legame diretto tra benessere degli insegnanti e qualità dell’insegnamento. Circa quaranta docenti stanno partecipando alle attività, attualmente in fase di valutazione.
L’iniziativa si accompagna all’impegno per la semplificazione burocratica, nella convinzione che un insegnante sereno possa svolgere meglio il proprio ruolo educativo.