Lunedì 12 gennaio 2026, il Consiglio dei Ministri ha deliberato il commissariamento di quattro Regioni italiane: Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna. La decisione riguarda il mancato recepimento dei piani di dimensionamento della rete scolastica, una riforma strategica inserita tra gli interventi del PNRR finalizzata ad adeguare l’organizzazione amministrativa delle scuole all’andamento della popolazione studentesca su base regionale.
Il Governo ha chiarito con precisione che il provvedimento non comporta la chiusura di plessi scolastici. L’intervento riguarda esclusivamente la riorganizzazione amministrativa delle istituzioni scolastiche, senza impatti diretti sulle strutture fisiche frequentate dagli studenti.
Si tratta di un passaggio necessario per garantire la continuità del sistema educativo e rispettare gli impegni assunti dall’Italia con l’Unione europea.
L’obiettivo primario del commissariamento è evitare il rischio di perdita delle risorse già assegnate attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, assicurando al contempo il regolare avvio del prossimo anno scolastico in tutte le Regioni coinvolte.
La cornice giuridica: pronunce di Corte Costituzionale, TAR e Consiglio di Stato
La legittimità della riforma sul dimensionamento scolastico è stata confermata da un ampio vaglio giudiziario che ha coinvolto diversi livelli della giustizia amministrativa e costituzionale. La Corte costituzionale si è pronunciata in tre occasioni, validando l’impianto normativo della misura e richiamando il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni come fondamento dell’azione governativa.
Le Regioni interessate hanno presentato ricorsi per contestare la riforma, ma tutte le istanze sono state respinte. In particolare, tre sentenze del TAR e sei pronunce del Consiglio di Stato hanno confermato la correttezza dell’intervento, rafforzando la posizione del Governo e chiudendo ogni spazio a interpretazioni alternative sulla necessità della riorganizzazione.
Questo insieme di decisioni giudiziarie rappresenta un chiaro sostegno istituzionale alla riforma PNRR, stabilendo che l’adeguamento della rete scolastica risponde a esigenze di efficienza amministrativa e rispetto degli impegni europei, senza violare le competenze regionali se condotto nel rispetto della cooperazione tra livelli di governo.
Le scadenze disattese e le proroghe che hanno portato al commissariamento
Il percorso verso il commissariamento delle quattro Regioni è stato segnato da ripetuti rinvii e opportunità non colte. Le amministrazioni regionali di Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna hanno beneficiato di due proroghe ufficiali per completare le formalizzazioni dei piani di dimensionamento: la prima scadenza è stata spostata al 30 novembre, la seconda al 18 dicembre.
Nonostante i termini dilazionati, le Regioni non hanno ultimato gli adempimenti richiesti per l’adeguamento della rete scolastica agli standard previsti dal PNRR. La mancata formalizzazione ha rappresentato un ostacolo concreto alla pianificazione dell’anno scolastico successivo e al rispetto degli impegni assunti dall’Italia con l’Unione europea.
Il commissariamento deliberato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio si configura come conseguenza diretta del protrarsi dell’inadempimento oltre i termini concessi, rendendo necessario un intervento sostitutivo per garantire la continuità del servizio scolastico e salvaguardare le risorse europee già assegnate.
Le implicazioni operative per scuole e studenti secondo il MUR
Il provvedimento comporta una riorganizzazione amministrativa delle istituzioni scolastiche, senza alcuna chiusura di plessi. L’obiettivo è garantire il regolare avvio del prossimo anno scolastico e tutelare la qualità del servizio educativo.
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha dichiarato: “Si tratta di un provvedimento necessario per garantire il rispetto degli impegni europei e il regolare avvio del prossimo anno scolastico”. Il Ministro ha ribadito che l’azione del Governo è stata improntata alla collaborazione istituzionale.
Per gli studenti e le famiglie, il dimensionamento rappresenta un adeguamento amministrativo che non incide sulla presenza delle scuole sul territorio. La misura mira a preservare la continuità del sistema scolastico e le risorse del PNRR già assegnate.