Il cyberbullismo colpisce il 23% degli studenti piemontesi coinvolti nel progetto Educyber Generations del Moige: il 7% si dichiara vittima diretta di violenze online, mentre il 16% ha assistito come testimone a episodi ai danni di coetanei. I comportamenti più diffusi includono esclusioni da gruppi chat, diffusione di pettegolezzi, insulti e hate speech: il 29% degli intervistati li subisce o li osserva frequentemente, un ulteriore 36% segnala che si verificano occasionalmente.
Il dato più critico riguarda il silenzio che avvolge questi episodi. Di fronte a un atto di cyberbullismo, solo il 12% dei ragazzi interviene per difendere la vittima e appena il 5% segnala l’accaduto a un adulto di riferimento. Il 7% non compie alcuna azione, scegliendo di rimanere spettatore passivo. Come osserva Antonio Affinita, direttore del Moige, “i minori trascorrono sempre più tempo online, dove visibilità e follower diventano misura del valore personale, abbassando la guardia su sicurezza e privacy”.
Per contrastare l’omertà, il Moige ha attivato nuovi canali di supporto: il numero di messaggistica 333 11 22 11 2 e il numero verde 800 93 70 70 garantiscono assistenza qualificata a studenti, genitori e docenti che vogliano segnalare episodi o richiedere aiuto.
Il progetto Educyber Generations: obiettivi, partner e calendario in Piemonte
Il tour del progetto «Educyber Generations» è partito il 2 marzo 2026 con l’obiettivo di contrastare il cyberbullismo e i pericoli della rete nelle scuole piemontesi. L’iniziativa è promossa dal MOIGE – Movimento Italiano Genitori e realizzata nell’ambito del Progetto Diderot di Fondazione CRT, un programma che da anni affianca gli studenti nella crescita e nella consapevolezza.
Le prime tappe hanno toccato Lagnasco (CN), Cannobio (VB), Acqui Terme (AL) e Beinasco (TO). Il calendario proseguirà fino a maggio 2026, raggiungendo oltre 6mila studenti appartenenti a più di 80 istituti del Piemonte. Dieci scuole saranno coinvolte direttamente dall’unità mobile del Moige, accompagnata da un team di psicologhe che durante l’orario scolastico svolgeranno sessioni formative dedicate ai ragazzi sui rischi e le opportunità del mondo digitale.
Nel pomeriggio il Centro Mobile sarà aperto nel cortile della scuola per accogliere la cittadinanza, seguito da un intervento rivolto a genitori e insegnanti.
«Con il Progetto Diderot la Fondazione CRT è da anni al fianco della scuola per offrire agli studenti occasioni concrete di crescita e di consapevolezza», dichiara la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi. «Crediamo sia fondamentale contribuire a fornire strumenti utili per orientarsi nella rete, sviluppare spirito critico e promuovere comportamenti responsabili».
Le abitudini digitali degli studenti: tempo online, dispositivi e social
Il 55% degli studenti trascorre almeno tre ore al giorno connesso al di fuori dell’orario scolastico, mentre il 14% supera le cinque ore quotidiane. Lo smartphone rappresenta il dispositivo dominante per il 93% degli intervistati, confermandosi strumento centrale della vita digitale giovanile.
L’uso prolungato genera tensioni evidenti: il 43% dei ragazzi riceve frequenti richiami dai familiari per l’utilizzo eccessivo dei dispositivi. Solo il 22% riesce a rimanere lontano dagli strumenti digitali senza provare ansia, segnalando una dipendenza psicologica crescente.
I social network sono frequentati regolarmente dal 94% del campione. WhatsApp guida con l’87% di utilizzo, seguito da TikTok (58%), Instagram (57%) e YouTube (55%). Il 63% utilizza sempre o spesso la propria vera identità sulle piattaforme.
Emergono vulnerabilità preoccupanti nelle relazioni online: il 30% accetta richieste di amicizia da persone mai conosciute e il 23% ha incontrato di persona qualcuno conosciuto solo in rete, percentuale che sale al 31% tra i 15-17enni.
L’intelligenza artificiale e la tenuta informativa: uso scolastico, disinformazione e privacy
L’intelligenza artificiale è entrata stabilmente nella routine degli studenti: il 51% la utilizza con regolarità, percentuale che sale al 71% tra i ragazzi delle superiori. Il 29% ricorre all’IA per svolgere i compiti, con un picco del 54% nella fascia 15-17 anni. Tuttavia, solo il 21% ha ricevuto una formazione adeguata sui rischi e le opportunità di questi strumenti, mentre il 33% ha ottenuto informazioni errate dagli stessi sistemi di intelligenza artificiale.
La capacità di distinguere notizie vere da false resta fragile: il 48% degli intervistati è caduto vittima di fake news almeno occasionalmente. Nonostante il 52% dichiari di verificare sempre le fonti prima di credere a una notizia, appena il 35% considera attendibile ciò che legge online.
Anche la gestione della privacy presenta lacune preoccupanti. Solo il 47% degli studenti discute regolarmente delle impostazioni con adulti di riferimento e altrettanti hanno attivato filtri per limitare contenuti inappropriati. Il 49% dei ragazzi ritiene che le piattaforme social non tutelano adeguatamente i dati dei minori; appena il 10% esprime fiducia nelle misure adottate dai gestori.
Le azioni previste nelle scuole: peer education e canali di supporto
Il progetto punta sulla peer education, formando gruppi di studenti che opereranno negli istituti in collaborazione con docenti, famiglie e forze dell’ordine per garantire supporto tra pari e rafforzare la consapevolezza dei rischi online. Il Centro Mobile Moige e gli sportelli dedicati accolgono studenti e cittadinanza, offrendo assistenza qualificata attraverso i recapiti attivi: 333 11 22 11 2 e il numero verde 800 93 70 70, pensati per facilitare segnalazioni e richieste di aiuto da parte di minori, genitori e insegnanti.