È disponibile dallo scorso 1 marzo in tutti gli store digitali e nei negozi tradizionali “Natura viva“, il nuovo album degli Eugenio in via di Gioia. Il disco, pubblicato da Virgin Records (Universal Music Italia) e registrato tra il mese di maggio 2018 e il mese di gennaio 2019, contiene 10 canzoni inedite tra cui i singoli che lo hanno anticipato “Altrove”, “Il tuo amico il tuo nemico tu”, “Cerchi” e il nuovo brano “Camera mia”. StudentVille li ha incontrati prima del loro instore tour a Discoteca Laziale a Roma.

Vi siete conosciuti al Politecnico di Torino: come sono andati gli anni dell’Università?
Emanuele: Dei bellissimi anni che rifarei tante volte
Eugenio: Non troppe però!
Emanuele: Io ed Eugenio eravamo insieme al corso di design e comunicazione visiva, lui era sempre al primo banco tra i secchioni e io all’ultimo tra i nullafacenti. Ho visto poi Eugenio suonare per strada e gli ho chiesto di fare qualcosa insieme, poi ci hanno chiamato per una data e abbiamo iniziato a collaborare con Paolo che già suonava con Eugenio al liceo. Invece Lorenzo l’abbiamo conosciuto a Londra.
Eugenio: Ho un consiglio per gli studenti. Potete studiare, ma anche fondare un gruppo e un giorno non fare più quello che stavate studiando.

Cosa consigliate alle giovani band che si formano sui banchi di scuola?
Paolo: Di crederci.
Lorenzo: Prima di tutto di studiare e di raggiungere il diploma o la laurea.
Emanuele: Iniziate e finite, perché quello che va iniziato deve essere finito. Infatti noi abbiamo concluso gli studi.
Eugenio: Io e Emanuele abbiamo studiato design, Paolo ha studiato al Dams televisione, mentre Lorenzo cinema, perciò anche se fate un corso diverso dal percorso musicale, questo vi formerà tanto. Quando non sei nessuno, oltre ad essere band, devi fare anche il promoter di te stesso, quindi essendo grafici ci è servito. Avessimo studiato Economia ci sarebbe servito ad altro.

Avete fatto anche dei laboratori per i ragazzi del liceo: com’è andata questa esperienza?
Eugenio: Bellissima. A volte i ragazzi sono più collaborativi dei professori. Bisogna semplicemente prenderli nel modo giusto. Ovviamente dipende chi hai davanti, ma è interessante stimolarli.