Educazione al rispetto nelle scuole, parte la formazione docenti: piattaforma Indire operativa da aprile 2026

Educazione al rispetto nelle scuole, parte la formazione docenti: piattaforma Indire operativa da aprile 2026

Il ministero dell'Istruzione e Indire lanciano il progetto "Educazione al rispetto e alla parità di genere": formazione triennale per dirigenti, docenti, personale Ata e studenti.
Educazione al rispetto nelle scuole, parte la formazione docenti: piattaforma Indire operativa da aprile 2026

Il 9 aprile 2026 è entrato in piena operatività il progetto “Educazione al rispetto e alla parità di genere”, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con Indire (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa).

L’iniziativa mira a diffondere una cultura del rispetto e dell’uguaglianza attraverso un approccio organico e strutturato, inserendosi nel quadro delle Linee guida per l’Educazione civica e delle Indicazioni nazionali. L’obiettivo è rafforzare il ruolo della scuola nella prevenzione di discriminazioni e stereotipi di genere, promuovendo relazioni basate sull’empatia e sulla dignità della persona, in linea con i principi costituzionali.

Il disegno didattico: obiettivi, comunità scolastica e cambiamento culturale

Il progetto si pone l’obiettivo di prevenire e contrastare discriminazioni e stereotipi di genere, promuovendo relazioni basate su empatia e dignità della persona. I percorsi formativi, sviluppati da Indire con un investimento di 3,11 milioni di euro, si articolano su base triennale e coinvolgono l’intera comunità scolastica: dirigenti, docenti, personale Ata e, per la prima volta in modo strutturale, gli studenti.

La partecipazione attiva degli alunni avviene attraverso percorsi di sensibilizzazione co-progettati e iniziative di cittadinanza, finalizzate a rafforzare il senso di responsabilità sociale. Il Piano si configura come un’azione sistemica e non episodica, orientata a generare un cambiamento culturale profondo e duraturo, trasformando la scuola in un laboratorio permanente di cittadinanza attiva.

La piattaforma Indire: fasi, destinatari e strumenti

La piattaforma Indire articola il percorso formativo in due fasi distinte. La prima fase, comune a dirigenti scolastici, docenti e personale Ata (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario), prevede videolezioni asincrone e moduli flessibili accessibili in qualsiasi momento.

La seconda fase introduce un livello di personalizzazione calibrato sui profili professionali; a partire dall’anno scolastico 2026/2027, la differenziazione terrà conto anche del livello di esperienza maturato dalle singole istituzioni scolastiche.

La piattaforma assolve inoltre funzioni di monitoraggio, ricerca e collaborazione tra le scuole, favorendo la diffusione e la condivisione di buone pratiche. È già attivo l’ambiente pubblico “Educare alla Parità”, che raccoglie materiali informativi, risorse scaricabili e riferimenti bibliografici a supporto continuo delle comunità educative.

Le dichiarazioni del ministro Valditara e il contesto

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha rivendicato la portata innovativa dell’iniziativa, affermando che «per la prima volta stiamo realizzando l’educazione affettiva nelle nostre scuole». Valditara ha sottolineato che il progetto si inserisce nel percorso avviato dal suo insediamento per promuovere rispetto della persona, parità ed empatia affettiva e relazionale, come prescritto dalle nuove Linee guida sull’educazione civica e dalle Indicazioni nazionali.

Il ministro ha inoltre richiamato l’importanza della prevenzione e dell’assistenza psicologica, per la quale sono stati stanziati 20 milioni di euro. Queste dichiarazioni sono state rese il 25 marzo durante la trasmissione di Rete 4 «Diario del giorno», all’indomani dell’accoltellamento di un’insegnante da parte di uno studente tredicenne in provincia di Bergamo.

In quell’occasione Valditara aveva evidenziato la necessità di percorsi formativi che coinvolgessero attivamente i ragazzi.

L’iter normativo: il ddl 1664 sulla formazione docenti

Il 30 settembre il senatore leghista Roberto Marti ha presentato a Palazzo Madama il disegno di legge 1664, intitolato “Disposizioni per la promozione della formazione del personale docente in materia di educazione al rispetto e alle relazioni”. Dal 22 ottobre 2025 il provvedimento risulta assegnato alla 7ª Commissione permanente (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica) in sede referente, ma l’esame procede a rilento.

L’ultima discussione risale al 10 marzo e da allora il testo non ha compiuto passi avanti significativi, rimanendo fermo nella fase istruttoria.

Le reazioni dal mondo della scuola: la posizione di Corlazzoli

Il maestro e giornalista Alex Corlazzoli ha sollevato una riflessione critica sul tema, sostenendo che non bastano più semplici docenti di disciplina ma servano veri educatori. La sua tesi, sviluppata a partire dalla propria esperienza professionale, sottolinea la necessità di rafforzare le competenze relazionali di fronte a una generazione definita particolarmente fragile.

Corlazzoli propone una formazione obbligatoria strutturata con il coinvolgimento di educatori di strada, pedagogisti e filosofi, escludendo volutamente gli psicologi. L’obiettivo dichiarato è trasformare ogni insegnante in un esperto di empatia capace di comprendere e gestire i nuovi bisogni relazionali.

Pur condannando fermamente il gesto di violenza avvenuto a Bergamo, il maestro richiama l’attenzione sulla centralità del lavoro educativo nel prevenire simili episodi.

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