Francia vieta i social ai minori di 15 anni: approvazione in Assemblea e iter al Senato

Francia vieta i social ai minori di 15 anni: approvazione in Assemblea e iter al Senato

L'Assemblea nazionale francese approva il divieto di accesso ai social media per i minori di 15 anni. Il testo esclude messaggistica, enciclopedie e annuari educativi.
Francia vieta i social ai minori di 15 anni: approvazione in Assemblea e iter al Senato

Il 26 gennaio l’Assemblea nazionale francese ha approvato un disegno di legge che introduce il divieto di accesso ai social media per i minori di 15 anni. Il provvedimento stabilisce che l’accesso ai servizi di social network forniti da piattaforme online viene vietato a chi non ha raggiunto l’età stabilita.

Il testo passa ora al Senato per il completamento dell’iter legislativo.

La formulazione adottata non specifica quali piattaforme rientrano nel perimetro del divieto. Sono esclusi i servizi di messaggistica privata, le enciclopedie online e gli annuari educativi o scientifici.

La versione originale discussa dai deputati risultava meno restrittiva: avrebbe consentito ai minori di continuare a utilizzare determinate piattaforme con il consenso dei genitori. L’approvazione del testo attuale rappresenta un inasprimento significativo rispetto alla proposta iniziale, eliminando la possibilità di autorizzazione parentale e introducendo un divieto netto per gli under 15 in Francia.

Il calendario di attuazione e la posizione di Macron

Il disegno di legge ha ottenuto l’appoggio dei deputati del campo presidenziale di Emmanuel Macron. Il presidente ha commentato il voto su X, sostenendo che la misura risponde alle indicazioni degli scienziati e alle richieste dei cittadini francesi.

Macron ha fissato come obiettivo l’entrata in vigore del provvedimento entro il prossimo anno scolastico: “Dal primo settembre, i nostri bambini e ragazzi saranno finalmente protetti. Me ne occuperò”, ha scritto. Il capo dello Stato ha chiesto al Governo di velocizzare il processo per garantire l’applicazione del divieto in autunno.

Le motivazioni addotte dal presidente sono esplicite: “Perché le menti dei nostri figli non sono in vendita. Né alle piattaforme americane, né alle reti cinesi. Perché i loro sogni non dovrebbero essere dettati dagli algoritmi”. Macron ha rivendicato il ruolo della Francia come Paese pioniere nella regolamentazione delle piattaforme dal 2018, definendola il primo Paese in Europa a intraprendere questo percorso.

L’urgenza politica contrasta però con l’iter parlamentare: il testo deve ancora passare al Senato prima di diventare effettivo, lasciando aperta la tempistica reale di attuazione per scuole e famiglie.

Le eccezioni previste e le modifiche rispetto alla bozza iniziale

Il testo approvato dall’Assemblea nazionale esclude dal divieto i servizi di messaggistica privata, le enciclopedie online e gli annuari educativi o scientifici. Queste categorie restano accessibili ai minori di 15 anni senza restrizioni.

La versione originale del disegno di legge risultava meno restrittiva: consentiva ai minori di continuare a utilizzare determinate piattaforme con il consenso dei genitori. Il passaggio dall’approccio basato sull’autorizzazione parentale a un divieto netto segna un inasprimento significativo della misura.

Il provvedimento non specifica quali piattaforme social rientrano nel perimetro del divieto, limitandosi a definire le esclusioni per tipologia di servizio.

Il confronto internazionale e il ruolo della Francia in Europa

La Francia si inserisce in un panorama internazionale dove diverse nazioni stanno introducendo restrizioni all’accesso dei minori ai social network. L’Australia ha recentemente vietato l’accesso ai principali social ai minori di 16 anni, mentre nel Regno Unito la Camera dei Lord ha approvato un divieto simile per gli under 16, in attesa del voto della Camera dei Comuni.

La Danimarca ha trovato un accordo tra governo e opposizione per fissare un’età minima di 15 anni per alcune piattaforme social. In Germania prosegue il dibattito sull’opportunità di limitare l’accesso dei minori.

Se il Senato francese approverà il provvedimento, la Francia si collocherà tra i primi Paesi europei a imporre vincoli così stringenti, confermando il ruolo di precursore nella regolamentazione delle piattaforme digitali rivendicato dal presidente Macron.

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