Iscrizioni scuola dell'infanzia 2026, procedura cartacea dal 13 gennaio al 14 febbraio

Iscrizioni scuola dell'infanzia 2026, procedura cartacea dal 13 gennaio al 14 febbraio

Le iscrizioni alle scuole dell'infanzia statali per l'anno scolastico 2026/2027 si effettuano dal 13 gennaio al 14 febbraio 2026 con procedura cartacea.
Iscrizioni scuola dell'infanzia 2026, procedura cartacea dal 13 gennaio al 14 febbraio

Le iscrizioni alle scuole dell’infanzia statali per l’anno scolastico 2026/2027 si effettuano dal 13 gennaio al 14 febbraio 2026. A differenza degli altri ordini di scuola, dove l’iscrizione avviene online, per la scuola dell’infanzia la procedura resta cartacea: i genitori devono compilare il modello ministeriale predisposto e consegnarlo materialmente presso la segreteria dell’istituzione scolastica prescelta.

Il modulo di iscrizione, scaricabile dal sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito, raccoglie i dati anagrafici del bambino e le preferenze della famiglia relative a orari e opzioni formative. La segreteria, coordinata dal dirigente scolastico responsabile dell’istituzione, riceve e protocolla le domande senza attribuire priorità in base alla data di presentazione.

Per orientarsi nella scelta della scuola, il Ministero mette a disposizione l’applicazione “Scuola in chiaro”, che consente di consultare informazioni dettagliate su ciascun plesso. Per eventuali approfondimenti normativi e procedurali, i genitori possono fare riferimento alla circolare ministeriale specifica sulle iscrizioni, pubblicata annualmente dal MIM.

La struttura del servizio e il calendario

La scuola dell’infanzia statale accoglie bambini dai 3 ai 5 anni, operando da settembre al 30 giugno secondo il calendario scolastico nazionale. Ogni scuola è inserita all’interno di un’istituzione scolastica – circolo didattico o istituto comprensivo – diretta da un dirigente scolastico che coordina anche la segreteria dove si presenta la domanda di iscrizione.

Le attività si svolgono in sezioni affidate a due insegnanti ciascuna, seguendo le Indicazioni nazionali che orientano l’azione educativa. Funziona inoltre il consiglio di intersezione, organo collegiale composto dal personale docente e da rappresentanti eletti dei genitori.

L’età di ammissione e i criteri di precedenza

Possono iscriversi alla scuola dell’infanzia statale i bambini che compiono tre anni entro il 31 dicembre 2026, nonché i bambini di età superiore ai tre anni che non abbiano ancora raggiunto l’obbligo scolastico. Trattandosi di un servizio non obbligatorio, l’ammissione avviene nei limiti dei posti disponibili.

In caso di eccedenza delle domande rispetto ai posti, ogni scuola applica criteri di precedenza stabiliti autonomamente e resi pubblici prima della chiusura delle iscrizioni. La data di invio della domanda non conferisce alcun diritto di priorità.

I bambini che compiono tre anni entro il 31 dicembre 2026 hanno diritto di precedenza rispetto agli anticipatari, ovvero quei bambini che compiono tre anni entro il 30 aprile 2027. La data del 30 aprile costituisce un limite perentorio previsto dalla legge: oltre tale termine non è consentita alcuna iscrizione per l’anno scolastico 2026/27, anche in presenza di posti disponibili.

Gli anticipatari vengono di norma ammessi a settembre insieme agli altri bambini, ma in alcuni casi la scuola può prevedere l’ingresso effettivo al compimento del terzo anno di età, secondo le regole definite internamente.

Per i bambini già iscritti e attualmente frequentanti non occorre ripresentare domanda: l’iscrizione viene confermata d’ufficio, salvo diversa comunicazione della famiglia.

Le opzioni su orario e insegnamento della religione cattolica

Al momento dell’iscrizione, le famiglie configurano il tempo scuola scegliendo tra l’orario ordinario di 40 ore settimanali — distribuito su cinque giorni con 8 ore giornaliere tra mattino e pomeriggio — l’orario ridotto limitato alle sole attività mattutine oppure l’orario prolungato fino a 50 ore settimanali, che corrisponde a 10 ore al giorno e include due ore aggiuntive rispetto al tempo pieno.

Le norme concordatarie prevedono inoltre la possibilità di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica (IRC), un percorso ispirato ai valori cattolici distinto dalla catechesi e affidato a un docente della sezione o nominato dal Vescovo. Nel corso dell’anno vengono erogate 60 ore complessive di IRC, circa 2 ore settimanali.

I genitori dichiarano la propria scelta su apposito modulo: possono optare per l’IRC, per attività alternative o per nessuna attività. Chi decide di avvalersi può esercitare la rinuncia presentando richiesta scritta alla scuola entro marzo nell’anno scolastico successivo.

I bambini con disabilità: certificazioni e supporti

Al momento dell’iscrizione, i genitori di bambini con disabilità devono presentare alla scuola prescelta la certificazione rilasciata dall’A.S.L. di competenza, che include la diagnosi funzionale elaborata a seguito degli accertamenti collegiali previsti dalla normativa vigente.

Sulla base di questa documentazione, la scuola avvia la richiesta di personale docente di sostegno e, se necessario, di assistenti educativi a carico dell’Ente locale. Successivamente, in stretta collaborazione con la famiglia e gli specialisti dell’A.S.L., viene redatto il piano educativo individualizzato (PEI), strumento essenziale per garantire un percorso inclusivo e personalizzato che risponda alle specifiche esigenze del bambino.

La mensa, il trasporto e le rette

La frequenza della scuola dell’infanzia statale è gratuita, ma alcuni servizi aggiuntivi comportano il pagamento di contributi economici. Tra questi rientrano la mensa scolastica, solitamente gestita dall’amministrazione comunale, e il trasporto con scuolabus.

Le rette per la mensa non coprono l’intera spesa ma rappresentano un contributo commisurato alla fascia di reddito familiare e ad altre condizioni stabilite dalle singole scuole. La regolamentazione dei servizi e le modalità di pagamento non vengono definite in sede di iscrizione, ma dopo l’inizio dell’anno scolastico secondo i criteri fissati da ciascuna istituzione scolastica.

Le assenze e gli obblighi di frequenza

La scuola dell’infanzia statale richiede frequenza regolare e puntualità negli orari di ingresso, pur non essendo ancora parte dell’obbligo scolastico. In caso di assenza per malattia superiore ai cinque giorni, il rientro può richiedere l’esibizione di certificato medico, sebbene alcune regioni del Centro-Nord, come il Lazio, abbiano abolito tale obbligo.

Le assenze ripetute e ingiustificate possono determinare l’esclusione dal servizio, provvedimento disposto dal dirigente scolastico. I criteri specifici relativi alla gestione delle assenze vengono stabiliti da ciascuna scuola dopo l’avvio dell’anno scolastico.

Ti potrebbe interessare

Link copiato negli appunti