Le iscrizioni per l’anno scolastico 2026/27 si aprono dalle ore 8 del 13 gennaio e si chiudono alle 20 del 14 febbraio. Le famiglie devono completare la procedura attraverso la piattaforma Unica del Ministero dell’Istruzione e del Merito, indicando fino a tre scuole in ordine di preferenza.
Qualora nessuna delle istituzioni scelte sia in grado di accogliere la domanda, spetta all’ultimo istituto indicato, con il supporto dell’ufficio scolastico territoriale, aiutare i genitori a individuare un posto disponibile nella stessa zona. Questo accompagnamento diventa particolarmente rilevante per gli studenti in obbligo scolastico, che in Italia dura fino ai 16 anni.
Nonostante il calo demografico, da oltre un decennio persiste la tendenza a concentrare le richieste sui licei, in particolare scientifici e classici situati nei centri urbani più ambiti. La preferenza per queste scuole alimenta un fenomeno di overbooking che costringe i dirigenti scolastici a definire criteri di precedenza per gestire le domande eccedenti.
La situazione genera tensione nelle famiglie, poiché l’incertezza sull’ammissione impatta direttamente sul futuro formativo dei ragazzi.
I criteri fissati dal Mim e i limiti all’uso dei test
La circolare emanata dal ministero dell’Istruzione e del Merito prima di Natale fissa alcuni paletti per la gestione delle iscrizioni. Per le scuole secondarie di primo grado, gli alunni provenienti dalle primarie dello stesso istituto comprensivo godono di priorità rispetto a chi arriva da altri istituti.
Sulle eccedenze alle superiori, il documento ministeriale lascia ampia autonomia alle singole scuole, che possono stabilire criteri di precedenza tramite delibera del Consiglio d’istituto. Questi criteri devono però conformarsi a «principi di ragionevolezza», come la vicinanza dell’istituto alla residenza o gli impegni lavorativi dei genitori.
Il Mim chiarisce inoltre che le iscrizioni non seguono la logica del click-day: la priorità non può essere attribuita in base all’ordine cronologico di invio delle domande. L’estrazione a sorte va considerata solo come extrema ratio.
Nonostante il ministero inviti a «evitare, quale criterio di precedenza, l’esito di eventuali test di valutazione», alcuni licei continuano a contemplarli nella propria offerta formativa, pur definendoli orientativi e facoltativi.
Le graduatorie negli scientifici di Milano: Volta e Leonardo Da Vinci
Nonostante l’invito ministeriale a evitare i test come criterio di precedenza, alcuni licei scientifici milanesi continuano a utilizzarli per gestire l’overbooking. Il liceo Alessandro Volta prevede una graduatoria fino a 93 punti complessivi: il curriculum delle medie può valere fino a 20 punti, mentre tre test misurano motivazione e interessi (da 0 a 15 punti), abilità logico-matematiche (da 0 a 26 punti) e comprensione del testo (altri 26 punti).
La prova orientativa facoltativa si è svolta l’11 dicembre scorso.
Il liceo Leonardo Da Vinci ha organizzato la propria prova il 9 dicembre, costruendo una graduatoria dalla somma di tre componenti: la media dei voti finali di seconda media in tutte le materie (massimo 10 punti), i giudizi in italiano, inglese, matematica e scienze (fino a 40 punti) e i risultati del test di valutazione (35 punti). Entrambi gli istituti adottano dunque un approccio selettivo e orientativo che integra il rendimento passato con prove specifiche di ingresso.
La territorialità nei licei di Roma: Visconti, Mamiani, Righi e Cavour
Nella Capitale i criteri di precedenza assumono sfumature diverse rispetto al capoluogo lombardo, con un’enfasi marcata sulla prossimità geografica e sulla distribuzione dei posti per aree. Al liceo classico Visconti il piano triennale dell’offerta formativa stabilisce una gerarchia precisa: priorità assoluta per chi risiede nel primo municipio e per gli studenti con fratelli o sorelle già iscritti.
A seguire, vengono valutati la frequenza di una scuola media nella stessa zona e la sede di lavoro di uno dei due genitori nel primo municipio.
Al Mamiani la selezione integra una quota sociale: precedenza agli alunni diversamente abili residenti nel municipio di appartenenza. Il sistema prevede inoltre riserve territoriali: il 3% dei posti complessivi per scientifico e linguistico è destinato a studenti provenienti da comuni della città metropolitana di Roma Capitale, percentuale che sale al 6% per il classico.
La distanza dalla residenza, calcolata in metri tramite Google Maps, diventa il parametro decisivo per sciogliere gli ultimi nodi.
Al Righi la territorialità rappresenta un elemento centrale nelle valutazioni, mentre il Cavour applica una ripartizione numerica vincolante: il 70% dei posti è riservato a chi abita entro cinque chilometri dall’istituto, il restante 30% a chi si colloca oltre tale soglia.
Le altre variabili: distanza, trasporti e certificazioni
Oltre ai criteri più diffusi, alcuni istituti introducono parametri specifici legati al contesto territoriale e al profilo scolastico degli studenti. L’istituto Marconi di Dalmine, in provincia di Bergamo, assegna priorità in base alla residenza nel comune o in comuni limitrofi, privilegiando chi abita più vicino e tenendo conto della rete dei trasporti pubblici disponibili per raggiungere la sede.
Al liceo Vito Volterra di Ciampino, invece, entrano in gioco anche elementi curriculari: nella valutazione delle domande si considera la media dei voti conseguiti in italiano, matematica e inglese nella pagella di seconda media, insieme al possesso di eventuali certificazioni linguistiche che attestino competenze già acquisite.