Il ritorno del latino nella scuola secondaria di primo grado è disciplinato dal decreto ministeriale 9 dicembre 2025, n. 221, che aggiorna le Indicazioni nazionali del curricolo italiano a distanza di quattordici anni dall’ultimo intervento del 2012. Il provvedimento introduce il Latino per l’educazione linguistica (LEL), seguito da una nota del Dipartimento per il sistema educativo che ne chiarisce modalità e tempi di attuazione.
A differenza dello studio tradizionale praticato nei licei, il LEL non è una disciplina obbligatoria né si concentra sulla traduzione dei testi classici. L’impostazione è radicalmente diversa: si tratta di uno strumento di riflessione linguistica e culturale finalizzato a rafforzare l’educazione linguistica degli studenti e a far comprendere le radici della lingua italiana e della cultura europea.
L’obiettivo è collegare il patrimonio culturale latino alla realtà contemporanea, favorendo la comprensione del presente attraverso la conoscenza del passato.
L’avvio nel 2026/27 e le classi coinvolte
Il Latino per l’educazione linguistica entrerà nelle scuole italiane a partire dall’anno scolastico 2026/2027. L’introduzione avverrà nelle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado, escludendo quindi il primo anno del ciclo.
L’attivazione avviene su base opzionale: non tutte le scuole saranno tenute a offrire il LEL, né tutti gli studenti saranno obbligati a seguirlo. Questa scelta permette alle istituzioni scolastiche e alle famiglie di valutare l’opportunità in base al contesto e agli interessi formativi.
La fase di avvio ha carattere sperimentale e precede eventuali modifiche future al quadro orario nazionale, lasciando spazio a una verifica concreta dell’efficacia del modello prima di un’eventuale estensione o revisione organizzativa.
L’organizzazione nelle scuole: tempi e modelli
Le scuole secondarie di primo grado potranno attivare il Latino per l’educazione linguistica utilizzando gli spazi di autonomia e flessibilità del curricolo, inserendolo nel Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF). La nota ministeriale indica diverse possibili modalità organizzative per garantire flessibilità: il LEL può trovare spazio nell’approfondimento di materie letterarie, oppure essere proposto attraverso attività in orario extracurricolare.
Le scuole possono inoltre costituire gruppi di studenti anche di classi diverse, favorendo una composizione adatta agli interessi e alle esigenze formative.
La durata indicativa prevista è di almeno un’ora settimanale, una scansione che permette di mantenere continuità nell’apprendimento senza appesantire il quadro orario complessivo. Prima dell’attivazione, le scuole dovranno informare preventivamente le famiglie per consentire una scelta consapevole da parte degli studenti, garantendo trasparenza e coinvolgimento delle famiglie nel percorso formativo.
I docenti e le competenze richieste
L’attivazione del Latino per l’educazione linguistica dipende dalla disponibilità di docenti con preparazione specifica nella disciplina. La nota ministeriale sottolinea che le scuole possono procedere solo se dispongono di figure con competenze adeguate, garantendo così la qualità dell’insegnamento e la coerenza con gli obiettivi formativi del LEL.
Qualora l’istituto non abbia al proprio interno docenti qualificati, sono previste due soluzioni operative: la stipula di convenzioni con istituti superiori dove il latino è già insegnato, permettendo così la mobilità di docenti esperti, oppure l’organizzazione di attività con docenti esterni che possiedano le competenze necessarie. Questa flessibilità mira a garantire la continuità didattica e l’efficacia dell’intervento formativo, assicurando che l’insegnamento del latino non si limiti a una mera introduzione nozionistica ma sia effettivamente orientato alla riflessione linguistica e culturale.
Le finalità: radici linguistiche e padronanza dell’italiano
L’introduzione del Latino per l’educazione linguistica persegue obiettivi formativi che vanno oltre la semplice conoscenza di una lingua antica. Il LEL intende valorizzare le radici linguistiche e culturali della civiltà europea, rendendo gli studenti consapevoli del patrimonio condiviso che ha plasmato le lingue e le culture moderne.
Un asse portante è il rafforzamento della padronanza della lingua italiana: comprendere l’origine latina di lessico, morfologia e sintassi permette di utilizzare l’italiano con maggiore consapevolezza e precisione. Parallelamente, il LEL promuove la conoscenza del patrimonio storico e culturale, collegando il mondo latino alla realtà contemporanea degli studenti e favorendo la comprensione del presente attraverso il passato.