Contratto a tempo indeterminato: cosa sapere

Oggi parliamo di una forma di contratto, molto comune, quella a tempo indeterminato. Tanti di voi sono alla ricerca di un lavoro stabile, che vi possa permettere di arrivare a fine mese senza fare salti mortali e che vi permetta di vivere una vita dignitosa. Oggi la situazione dell’Italia, dal punto di vista economico, non è delle migliori e sono molti i giovani, laureati e non, e, purtroppo, anche qualcuno con qualche anno in più, che sono alla ricerca di un lavoro. La ricerca diventa difficile e demotivante, ma è importante non perdersi d’animo, continuare a cercare, informarsi sui vari concorsi, bandi e non lasciarsi scappare nessuna occasione. Tornando al nostro contratto indeterminato, vediamo insieme di cosa si tratta, quali sono le tutele e lo stipendio.

Contratto a tempo indeterminato: cos’è

Il contratto di lavoro a tempo indeterminato è una forma di rapporto di lavoro; per mezzo di esso il lavoratore si impegna a prestare lavoro a tempo indeterminato, cioè senza vincoli di durata stabiliti. In genere questo tipo di contratto viene redatto in forma scritta e deve contenere le informazioni che vi stiamo per elencare:

  • mansione
  • inquadramento
  • data di inizio del rapporto
  • eventuali note sul periodo di prova
  • l’importo della retribuzione
  • luogo e orario di lavoro
  • giorni di ferie e permessi
  • termini di preavviso in caso di recesso

Quando questo tipo di contratto finisce, l’atto di recesso deve essere fatto in forma scritta e si distinguerà, in base alle parti in pausa, in:

  • dimissioni: quando è il lavoratore a voler interrompere il contratto
  • licenziamento: quando è il datore a decidere di interromperlo

Le dimissioni non devono essere necessariamente motivate dal lavoratore, mentre il licenziamento deve essere motivato e può essere intimato per giusta causa e per giustificato motivo; in entrambi i casi il lavoratore ha diritto a delle motivazioni.

Contratto a tempo indeterminato: tutele

Il Jobs Act, nonché il Decreto Legislativo 4 marzo 2015 n°23, ha portato alla definizione del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. Questo contratto introduce una disciplina normativa riguardo i licenziamenti illegittimi, interessa i neoassunti a tempo indeterminato, fatta eccezione per i dirigenti, a partire dal 7 marzo 2015. Questo contratto si applica anche a quelli che passano da contratto a tempo determinato a tempo indeterminato e in rapporti di lavoro in aziende che, con le nuove assunzioni, hanno superato il limite di 15 dipendenti. Tutti gli altri lavoratori godono delle tutele di tipo reale o obbligatorio.

Contratto a tempo indeterminato: stipendio

Lo stipendio, detto anche retribuzione, paga o salario, deve essere proporzionale alla quantità e alla qualità del lavoro; l’importo dello stipendio dovrà tener conto sia delle ore di lavoro che delle mansioni svolte. I livelli minimi retributivi vengono stabiliti all’interno del contratto collettivo nazionale di lavoro; ciò non toglie che il datore di lavoro e il dipendente possano decidere per un’altra retribuzione, a patto che si rispettino i livelli minimi.

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