Il volontariato è propedeutico al lavoro? Cosa sapere

Con il termine volontariato si intendono le attività di sostegno ed aiuto profuse da soggetti privati (solitamente a titolo gratuito) nei confronti di enti o persone. Che sia per solidarietà, semplice altruismo o altra motivazione, tale attività si esplica in diversi settori che possono spaziare dal mondo della natura e degli animali all’assistenza di persone in difficoltà, come anziani e portatori di handicap. La domanda che ci poniamo oggi è se sia propedeutico, o no, al lavoro. Cerchiamo di rispondere in modo che abbiate le idee chiare.

Volontariato: non è propedeutico al lavoro

Chiunque svoolga attività di volontariato lo fa spinto dal desiderio e dalla volontà di fare del bene aiutando gli altri e mettendosi al servizio di chi è più debole. Trattandosi appunto di volontariato non vi è sempre dietro una retribuzione e non si considera propedeutico al lavoro in quanto non tutti i lavori prevedono del volontariato. Il lavoratore che ha svolto del volontariato può decidere di inserirlo nel curricum dopo la sezione delle esperienze lavorative e quelle relative alla formazione. Se utilizzate il curriculum vitae europeo europass il volontariato fatto va preferibilmente aggiunto nelle apposite sezioni Capacità e competenze personali e Capacità e competenze sociali, a seconda della tipologia.

Volontariato: dove inserirlo nel CV

E’ vivamente consigliato inserire il volontariato nel curriculum, in particolare:

  • se il settore o la mansione svolta nella propria attività di volontariato è simile o uguale a quella alla quale si sta aspirando
  • se le competenze acquisite nel volontariato possono rappresentare una dote rispetto alla posizione alla quale si sta aspirando
  • se il candidato non ha molte esperienze lavorative alle spalle e l’attività di volontariato può rappresentare una sorta di bigliettino da visita. Solitamente chi ha svolto volontariato è portato per il lavoro di squadra e sviluppa capacità organizzative non indifferenti.