Maturità 2026, colloquio orale: la griglia di valutazione con indicatori e punteggi secondo l'O.M. 54

Maturità 2026, colloquio orale: la griglia di valutazione con indicatori e punteggi secondo l'O.M. 54

Secondo l'O.M. n. 54, il colloquio orale è uno strumento per accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale dello studente.
Maturità 2026, colloquio orale: la griglia di valutazione con indicatori e punteggi secondo l'O.M. 54

Secondo l’O.M. n. 54 del 26 marzo 2026, il colloquio orale non rappresenta una semplice interrogazione, ma uno strumento per accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale (PECUP) dello studente. La prova si apre con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche sulla base delle informazioni contenute nel Curriculum della studentessa e dello studente.

Successivamente la commissione propone domande e approfondimenti sulle quattro discipline individuate dal Ministero per l’anno in corso. L’approccio è pluridisciplinare e interdisciplinare: i commissari valorizzano i nuclei tematici fondamentali di ciascuna materia, garantendo equilibrio nella durata e nel coinvolgimento dei diversi insegnamenti. Questa organizzazione favorisce la capacità dello studente di raccordare le conoscenze acquisite e di esprimere maturità critica.

Gli ambiti valutati: discipline, PCTO, educazione civica e scritti

Oltre alle quattro discipline d’indirizzo stabilite dal Ministero, il colloquio valuta altri aspetti fondamentali del percorso formativo. Lo studente deve presentare una breve relazione o un lavoro multimediale sui Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO) svolti nell’ultimo triennio o nell’ambito dell’apprendistato di primo livello.

Questa esposizione richiede un’analisi critica delle esperienze vissute, evidenziando competenze trasversali e collegamenti con il curricolo.

La commissione verifica anche le competenze di educazione civica, secondo quanto definito nel curricolo d’istituto e illustrato nel documento del consiglio di classe. Si tratta di accertare l’acquisizione di conoscenze e capacità relative alla cittadinanza attiva, alla sostenibilità e alla partecipazione democratica.

Infine, è prevista una fase dedicata alla discussione degli elaborati prodotti durante le prove scritte già sostenute. Questo momento consente allo studente di rielaborare contenuti, correggere eventuali errori e dimostrare consapevolezza critica del proprio operato. Tutti questi ambiti concorrono alla valutazione complessiva del colloquio, restituendo un quadro organico delle conoscenze e delle competenze raggiunte al termine del ciclo scolastico.

La gestione dei casi particolari: comportamento, CLIL, inclusione

L’ordinanza prevede modalità specifiche per situazioni che si discostano dal percorso standard. Gli studenti ammessi con voto di comportamento pari a sei decimi devono presentare un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal consiglio di classe durante lo scrutinio finale, che diventa parte integrante del colloquio.

Per quanto riguarda le competenze CLIL, l’accertamento della disciplina non linguistica insegnata in lingua straniera è possibile esclusivamente se il docente della materia è presente in commissione come membro interno.

Gli studenti con disabilità o DSA sostengono il colloquio nel pieno rispetto del piano educativo individualizzato (PEI) o del piano didattico personalizzato (PDP), garantendo personalizzazione e tutela.

Sul piano organizzativo, la commissione può convocare al massimo cinque candidati per giornata, assicurando tempi adeguati per ogni prova.

La griglia di valutazione: indicatori, descrittori e punteggi

L’intera commissione, incluso il presidente, partecipa all’attribuzione del punteggio per il colloquio orale, che può raggiungere un massimo di 20 punti. La valutazione viene formalizzata lo stesso giorno della prova, utilizzando una griglia ministeriale specifica che garantisce uniformità e trasparenza nell’assegnazione del voto finale.

I commissari sono tenuti ad attenersi rigorosamente al documento del consiglio di classe, predisposto entro il 15 maggio, che illustra nel dettaglio il percorso formativo effettivamente svolto e fornisce il quadro di riferimento per l’osservazione della performance.

La griglia si articola su quattro indicatori principali. Il primo valuta l’acquisizione dei contenuti e dei metodi relativi alle quattro discipline oggetto del colloquio. Il secondo misura la capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite, insieme alla padronanza lessicale e semantica, anche con riferimento al linguaggio tecnico e, se previsto, in lingua straniera.

Il terzo indicatore riguarda la capacità di argomentare in modo critico e personale. Il quarto accerta il grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto al termine del percorso di studio.

Ogni indicatore si sviluppa in cinque descrittori, ciascuno associato a un punteggio che varia da 0,5 a 5 punti. Questo sistema consente alla commissione di calibrare la valutazione su livelli progressivi di competenza, traducendo l’osservazione qualitativa in un punteggio numerico preciso.

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