La comunità scolastica è in attesa della finestra temporale compresa tra il 28 e il 31 gennaio 2026, periodo entro cui il Ministero dell’Istruzione deve ufficializzare le discipline caratterizzanti della seconda prova secondo quanto previsto dal Decreto-Legge 127/2025. L’analisi della prassi consolidata negli anni precedenti indica il 29 gennaio come la data più probabile per l’annuncio.
Per i licei, il nodo centrale riguarda le scelte tra latino e greco al classico e tra matematica e fisica allo scientifico. Queste decisioni ministeriali orienteranno immediatamente le simulazioni e le strategie di preparazione che gli studenti dovranno avviare nei mesi successivi.
La pubblicazione del decreto rappresenta il via libera definitivo per strutturare la preparazione mirata verso lo scritto, che si terrà il 19 giugno 2026. Il calendario stabilito dai vincoli normativi consente alle scuole di organizzare percorsi di studio specifici e agli studenti di concentrare l’attenzione sulle materie effettivamente richieste, evitando dispersione di energie su discipline escluse dall’esame.
La nuova struttura del colloquio orale
Il colloquio orale della Maturità 2026 abbandona l’approccio enciclopedico tradizionale per concentrarsi su quattro materie d’esame selezionate annualmente dal Ministero. Questa scelta mira a garantire una valutazione più approfondita e mirata delle competenze acquisite, evitando la dispersione tra tutti gli insegnamenti del triennio.
Scompare il tradizionale “spunto” iniziale proposto dalla commissione: l’interazione parte direttamente dai contenuti disciplinari delle quattro materie indicate, con particolare attenzione alla valorizzazione del Curriculum dello studente. Questo documento diventa centrale nell’esame, permettendo al candidato di presentare il proprio percorso formativo in modo organico.
La riforma introduce inoltre una novità rigorosa: la presenza al colloquio diventa obbligatoria. Chi dovesse fare scena muta o non presentarsi all’orale andrà incontro alla bocciatura automatica, rendendo questa prova imprescindibile per il conseguimento del diploma.
Il nuovo impianto trasforma il colloquio da momento di verifica generale a strumento di valutazione mirato, richiedendo agli studenti una preparazione più concentrata sulle discipline indicate e sulla capacità di collegare le esperienze documentate nel Curriculum con i contenuti studiati.
Le commissioni e il peso delle esperienze scuola-lavoro
L’assetto organizzativo della Maturità 2026 prevede commissioni composte da cinque membri: un presidente esterno, due docenti interni e due esterni. Questa configurazione garantisce un equilibrio tra l’imparzialità dell’occhio esterno e la conoscenza diretta del percorso formativo dello studente da parte dei docenti interni, assicurando una valutazione che tenga conto del contesto specifico di apprendimento.
Durante il colloquio assumono un ruolo strategico le esperienze di formazione scuola-lavoro, evoluzione dei PCTO, e le competenze maturate nell’ambito dell’educazione civica. Il candidato dovrà integrarle in una narrazione coerente che dimostri maturità critica, autonomia di giudizio e capacità di collegamento tra teoria e pratica professionale.
Il punteggio finale resta espresso in centesimi, ma il sistema prevede un meccanismo di bonus che valorizza maggiormente la costanza del rendimento nel triennio. Questo approccio configura l’esame non come verifica isolata, ma come bilancio complessivo del percorso di crescita personale e accademica dello studente.