Media literacy nei curricoli scolastici, la proposta di tre licei genovesi come alternativa all'ora di religione

Media literacy nei curricoli scolastici, la proposta di tre licei genovesi come alternativa all'ora di religione

Studenti di tre scuole superiori di Genova chiedono di inserire l'alfabetizzazione mediatica nei programmi come alternativa all'ora di religione.
Media literacy nei curricoli scolastici, la proposta di tre licei genovesi come alternativa all'ora di religione

Gli studenti di tre scuole superiori dell’area metropolitana di Genova hanno chiesto di inserire l’alfabetizzazione mediatica in modo strutturale nei programmi scolastici. La proposta prevede anche la possibilità di frequentare questo insegnamento come alternativa all’ora di religione per chi sceglie di non seguirla.

L’istanza è stata presentata direttamente ai rappresentanti delle istituzioni regionali, con un ribaltamento dei ruoli: questa volta sono stati i ragazzi a salire in cattedra. Gli istituti coinvolti sono l’Iiss Duchessa di Galliera, il Nautico San Giorgio e l’Iiss Fortunio Liceti di Rapallo.

La richiesta punta a rispondere alla necessità di sviluppare competenze essenziali per orientarsi nel panorama informativo contemporaneo, come il riconoscimento delle fake news e la verifica delle fonti. L’incontro con i rappresentanti regionali ha permesso agli studenti di argomentare la propria posizione, evidenziando il divario tra l’assetto orario tradizionale e le competenze digitali oggi richieste dalla società.

Il progetto Erasmus+ ActiveInMedia: obiettivi e attività

La proposta di inserire la media literacy nei curricoli scolastici nasce al termine del progetto Erasmus+ ActiveInMedia, un percorso biennale coordinato dall’associazione Alkimie che ha coinvolto tre istituti superiori dell’area metropolitana di Genova: l’Iiss Duchessa di Galliera, il Nautico San Giorgio e l’Iiss Fortunio Liceti di Rapallo.

L’iniziativa ha sviluppato attività mirate su temi centrali per la cittadinanza digitale, tra cui:

  • il riconoscimento delle fake news
  • la verifica delle fonti giornalistiche
  • la comprensione dei meccanismi di disinformazione online
  • l’uso consapevole dei social media

Il lavoro è stato condotto con il supporto di quattro giornalisti professionisti dell’associazione no-profit MediaLab, che hanno affiancato studenti e docenti nei laboratori didattici. L’incontro conclusivo del progetto si è svolto in sede istituzionale presso Palazzo Regione Liguria, dove i ragazzi hanno presentato direttamente le competenze acquisite e le proposte emerse dal percorso formativo.

La coerenza tra il lavoro laboratoriale svolto e la richiesta avanzata alle istituzioni dimostra come l’esperienza concreta abbia rafforzato la consapevolezza degli studenti sull’importanza di competenze strutturate per navigare l’ecosistema informativo contemporaneo.

Le istituzioni regionali: ascolto e impegni

L’incontro si è tenuto a Palazzo Regione Liguria, sede scelta per dare cornice istituzionale alla presentazione delle proposte studentesche. Hanno preso parte i consiglieri regionali Sara Foscolo, esponente della Lega, e Roberto Arboscello, rappresentante del Partito Democratico.

Entrambi, pur appartenendo a schieramenti politici differenti, hanno espresso pieno sostegno alle istanze portate dai ragazzi e si sono impegnati formalmente a promuovere azioni mirate di alfabetizzazione mediatica sia nelle scuole sia rivolte agli adulti.

La vicepresidente della Regione, Simona Ferro, ha commentato l’iniziativa definendo il progetto «attuale e innovativo». Ha inoltre sottolineato che quanto emerso rappresenta «un punto di partenza» per future politiche di formazione digitale sul territorio ligure.

Le parole dei rappresentanti istituzionali segnalano un’apertura concreta verso la richiesta di inserimento curricolare della media literacy, pur senza entrare nel dettaglio delle modalità legislative.

Le ricadute per la scuola: dall’educazione ai media alla cittadinanza digitale

L’inserimento strutturale della media literacy nei curricoli risponde all’esigenza di dotare gli studenti di competenze fondamentali per orientarsi nell’infosfera contemporanea. Il percorso sperimentato con ActiveInMedia ha mostrato che l’alfabetizzazione mediatica rafforza concretamente la capacità di riconoscere fake news, verificare fonti e utilizzare social media in modo consapevole.

L’impegno assunto dai rappresentanti regionali prevede azioni mirate sia per le scuole sia per gli adulti, riconoscendo che la disinformazione online interpella tutta la cittadinanza. Integrare questa competenza nel tempo scolastico, magari tra le attività alternative all’ora di religione, significherebbe offrire uno spazio curricolare esplicito per temi già centrali nella vita digitale dei ragazzi, traducendo l’esperienza laboratoriale in una formazione permanente accessibile a tutti.

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