Emma è una studentessa di 16 anni che studia all’Aereonautico De Pinedo. L’istituto si appoggia, per l’accoglienza degli studenti fuorisede, al Convitto Statale. Che, però, non permette alla ragazza di abitarci in quanto donna. Già, è quello che nel 2022 non ci si aspetterebbe mai, eppure ancora accade. Solo gli studenti di sesso maschile possono usufruire del convitto, ed Emma non appartiene a tale “categoria”. Per questo non può dormire all’interno dell’edificio. A raccontare la storia di Emma è la madre Viviana, comprensibilmente amareggiata.

Emma esclusa dal convitto perché donna

Emma è una donna, non può dormire in convitto

Oltre a considerare questa vicenda completamente fuori tempo, la mamma di Emma ha dichiarato, riferendosi alla ragazza:

“Mia figlia è indignata, io la chiamo la mia suffragetta porta avanti già di suo certe battaglie, e ha scelto di fare una scuola tipicamente maschile per passione ma anche con la convinzione che tutti debbano poter far tutto”.

E così in realtà dovrebbe essere. Emma abita lontano dall’istituto che ha scelto di frequentare. Tale lontananza la costringe a fare enormi sacrifici, con sveglie mattutine impostate alle cinque e rientri a casa dopo le 17. Un’intera giornata passata fuori che potrebbe essere spesa diversamente, e che sicuramente le toglie tempo per lo studio. Una situazione di disagio che potrebbe tranquillamente essere risolta se la ragazza venisse ospitata presso il convitto che, ancora oggi, garantisce l’accoglienza notturna soltanto agli uomini. Ciò costringe Emma a fare una vita scomoda o a cercare un alloggio alternativo sicuramente meno conveniente – anche dal punto di vista economico – rispetto a quello che potrebbe ricevere presso il Convitto.

Il divieto dell’accoglienza femminile non si può cambiare

“L’accoglienza solo degli studenti maschi è prevista da una norma nazionale e il Convitto non la può cambiare”.

Così fa sapere il preside dell’istituto Andrea Pontarelli. Secondo la madre di Emma l’uomo le avrebbe risposto che la struttura non è attrezzata per le donne, solo per gli uomini.

Il Preside ha comunque aggiunto che una tale decisione non dipende dalla sua volontà, e che non si tratta di discriminazione di genere. Semplicemente “la normativa è stringente e richiede che la struttura dei dormitori sia separata per i due sessi per motivi ovvi, di sicurezza”. Sempre a quanto fa sapere il Preside, ci sarebbe una norma che prevede l’ingresso delle studentesse nel Convitto, ma richiederebbe l’iscrizione di almeno 20 ragazze e l’assunzione di sorveglianti notturne ed educatrici che si occupino del comparto femminile. Intanto Emma continua la sua battaglia.

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