Stare in classe interminabili ore con i riscaldamenti spenti quando le temperature si abbassano non è per niente piacevole, e per questo gli studenti del liceo Gobetti di Genova, giovedì 24 novembre, hanno deciso di scioperare per il freddo. Le temperature sono in picchiata e i ragazzi, costretti a stare seduti per intere mattinate, sono soggetti anche a malanni, come ha dichiarato in merito una studentessa. Hanno quindi deciso di fare sentire la propria voce nella speranza che la preside li ascolti e che si possa giungere quanto prima ad una soluzione.

Gelo in classe, la protesta degli studenti di Genova

In particolare, come hanno precisato i protestanti:

“Di tre plessi solo in due lasciano i caloriferi accesi tutta la mattina mentre in via Spataro li tengono accesi fino alle 9.30 e nelle classi si muore di freddo”

Tanto che alcuni studenti si sarebbero anche ammalati. Senza parlare dei corridoi e dei bagni, luoghi nei quali i termosifoni non vengono accesi per niente costringendo il personale Ata a lavorare in condizioni non esattamente confortevoli, con temperature al di sotto dei 18 gradi. Gli studenti di tutti e tre i plessi hanno quindi deciso di creare un sit-in di protesta con un presidio davanti al Gobetti Spataro. Il loro scopo è stato quello di chiedere ascolto alla preside e di fare sentire le loro ragioni.

Così come riportato sul sito Dire.it gli studenti hanno tenuto a far sapere che:

Noi studenti non abbiamo intenzione di pagare il rincaro bollette, dopo tutte le rette che paghiamo, non abbiamo intenzione di subire passivamente questa crisi energetica né tanto meno di fare lezione in congelatori“.

Classi al freddo in tutta Italia

Ma quella del Gobetti non è una storia isolata. Di classi al freddo, in Italia, ci sono diversi esempi tutti recenti. La scuola elementare De Gasperi di via Stradella di Piacenza, ad esempio, dove i genitori hanno segnalato da settimane come i bambini siano costretti ad andare a scuola indossando vestiti termici e tenendo addosso il giubbotto in aula.

O l’ala nuova dell’istituto professionale Medici di Porto di Legnago, dove ben 850 ragazzi che frequentano sia le lezioni diurne che quelle serali. Qui, nonostante accesi, i termosifoni non riuscirebbero a riscaldare adeguatamente i locali, costringendo gli studenti a fare lezione vestiti con i giubbotti.

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