Il 16 gennaio un primo movimento franoso ha colpito la provinciale dieci di Niscemi, seguito il 25 gennaio da una seconda faglia che ha aggravato il dissesto idrogeologico. La Protezione Civile ha istituito una zona rossa estesa per 150 metri dal fronte del cedimento, coinvolgendo tre plessi dell’Istituto Comprensivo “Salerno”: il Don Bosco, chiuso immediatamente dopo il primo smottamento, e gli edifici Belvedere e San Giuseppe, resi inagibili dalla seconda ondata.
L’emergenza ha interessato 596 minori distribuiti su 21 classi, di età compresa tra i tre e i diciotto anni.
L’ASP di Caltanissetta, sotto la direzione generale di Salvatore Ficarra, ha risposto dispiegando una task force di dieci specialisti in psicologia dell’emergenza. L’interruzione degli allacci al metano e delle altre utenze ha costretto il Comune a una sospensione cautelativa delle lezioni per garantire l’incolumità pubblica, interrompendo di fatto la routine scolastica di centinaia di famiglie e docenti.
Il piano straordinario di supporto psicologico
L’ASP di Caltanissetta ha attivato un’équipe di dieci psicologi dell’emergenza per assistere 596 minori tra i tre e i diciotto anni colpiti dall’evacuazione. Il protocollo, coordinato dall’Assessorato regionale alla Salute, mira a elaborare il trauma dello sfollamento e a ricostruire punti di riferimento distrutti.
Francesca Picone, referente del servizio, spiega come i bambini privati di scuole e abitazioni cerchino disperatamente un ancoraggio alla normalità, spesso rappresentato da un semplice giocattolo.
L’approccio clinico, integrato con i servizi per gli adulti, punta a mitigare paura e disorientamento. Maria Antonietta Campo sottolinea che un bambino che perde la propria casa subisce una frattura nella percezione della sicurezza personale. Il reingresso in una nuova struttura scolastica diventa quindi un passaggio terapeutico fondamentale, trasformando la gestione post-evacuazione da fonte di stress a percorso di resilienza per l’intera comunità scolastica.
La continuità didattica senza didattica a distanza: logistica e trasferimenti
Le autorità scolastiche hanno deciso di escludere categoricamente sia la didattica a distanza sia i doppi turni, ritenuti inadeguati per gestire l’emergenza. Viviana Assenza dell’ufficio scolastico territoriale coordina la strategia sotto la supervisione del direttore regionale Filippo Serra.
L’obiettivo è garantire il trasferimento fisico degli alunni e del corpo docente, comprese le maestre storiche che rappresentano un punto di riferimento per i bambini, in aule sicure situate in quartieri non interessati dal dissesto.
L’istituto Verga è stato individuato come hub principale per accogliere le ventuno classi evacuate. Il personale docente ha provveduto al recupero dei materiali didattici dagli edifici inagibili, operazione essenziale per assicurare continuità educativa. Il sindaco Massimiliano Conti ha ribadito la priorità assoluta del Comune: garantire il diritto allo studio in presenza, evitando soluzioni che comprometterebbero l’apprendimento e il benessere degli studenti già provati dall’evacuazione.
Le istituzioni sul territorio e le prossime tappe
La visita della premier Giorgia Meloni, avvenuta mercoledì 28 gennaio, ha sancito l’attenzione nazionale sulla crisi di Niscemi. Il governo ha formalizzato l’impegno per il ripristino celere della sicurezza infrastrutturale e il ritorno alla normalità.
Il coordinamento tra Comune, Protezione Civile, ASP e uffici scolastici resta operativo per monitorare l’evoluzione del dissesto e accelerare le procedure di messa in sicurezza delle aree colpite.