Il decreto ministeriale 9 dicembre 2025, n. 221 e la nota firmata dalla Capo Dipartimento Carmela Palumbo introducono le nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione. Dopo quattordici anni dall’ultima revisione, la riforma risponde ai cambiamenti sociali e tecnologici accelerati e alle raccomandazioni europee.
L’avvio è fissato per l’anno scolastico 2026/2027: immediato per tutte le sezioni dell’infanzia, graduale per primaria e secondaria di primo grado, partendo dalle classi prime. Le Indicazioni delineano la scuola come spazio pubblico per la costruzione di valori democratici e costituzionali.
Gli obiettivi strategici: basi, radici europee e competenze digitali
Le nuove Indicazioni nazionali delineano una strategia didattica che intreccia tradizione e innovazione, ponendo al centro il docente come guida culturale ed educativa, non solo come professionista dell’istruzione. Il curricolo punta a un equilibrio tra il recupero di fondamenti consolidati e l’apertura alle competenze del futuro.
Il ritorno alle basi si concretizza nel rafforzamento della scrittura a mano, del riassunto e della grammatica. Questi strumenti sono ritenuti essenziali per favorire chiarezza, logicità e coerenza espositiva, restituendo valore alla regola grammaticale e alla sintassi come pilastri del pensiero ordinato.
Parallelamente, la riforma valorizza le radici europee promuovendo l’avvicinamento alle origini linguistiche e culturali della civiltà continentale, anche attraverso l’introduzione del latino per l’educazione linguistica (LEL). L’obiettivo è favorire la consapevolezza dell’eredità europea e il rapporto di continuità tra presente e passato.
Sul fronte dell’innovazione, informatica e intelligenza artificiale entrano ufficialmente nel curricolo fin dalla primaria, promuovendo un uso critico e consapevole degli strumenti digitali. Le competenze operative, creative e digitali vengono potenziate per preparare gli studenti alle sfide del mondo contemporaneo.
Le novità in storia: estensione dei contenuti e recupero del pregresso
Il programma di storia della scuola primaria subisce un ampliamento significativo. Le Indicazioni 2012 si fermavano alla fine dell’Impero romano d’Occidente in quinta, mentre le nuove previsioni includono anche i regni romano‑barbarici, il monachesimo e le biblioteche, Costantinopoli e l’Impero romano d’Oriente, la codificazione di Giustiniano e l’espansione islamica.
Gli alunni che entreranno in prima media nel 2026/2027 potrebbero non aver studiato questo periodo storico aggiuntivo, generando un vuoto temporale nella continuità verticale del curricolo. Le scuole dovranno quindi organizzarsi per colmare il gap attraverso interventi mirati, assicurando che tutti gli studenti dispongano delle conoscenze necessarie per affrontare con coerenza il ciclo secondario di primo grado.
Il latino LEL nella secondaria di primo grado: opzioni organizzative
L’introduzione del latino per l’educazione linguistica (LEL) nelle scuole medie rappresenta una delle novità più rilevanti delle nuove Indicazioni. L’attivazione è opzionale e riguarda le classi seconde e terze, con una durata ideale di almeno un’ora settimanale. Le scuole possono utilizzare gli spazi di autonomia scolastica previsti dall’ordinamento, in particolare l’ora di approfondimento in materie letterarie.
Laddove l’organico dell’autonomia non disponga di docenti con competenze specifiche, il Ministero prevede la possibilità di stipulare convenzioni con istituti di istruzione secondaria di secondo grado che già erogano l’insegnamento del latino. Le attività possono essere organizzate in orario extracurricolare, coinvolgendo l’intera classe oppure gruppi di alunni anche di classi diverse, garantendo flessibilità organizzativa e valorizzazione delle radici linguistiche europee.
I tempi di implementazione e gli adempimenti di istituto
Le istituzioni scolastiche dovranno aggiornare il Piano triennale dell’offerta formativa e i criteri di valutazione entro l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, momento in cui entreranno ufficialmente in vigore le nuove Indicazioni nazionali. L’adeguamento coinvolgerà anche i libri di testo, che dovranno rispettare i nuovi standard curricolari per garantire coerenza tra materiali didattici e contenuti previsti.
Per supportare la transizione, il Ministero ha previsto specifiche misure di accompagnamento rivolte a dirigenti scolastici e docenti, con percorsi di formazione finalizzati a facilitare l’applicazione delle Indicazioni e a garantire uniformità operativa su tutto il territorio nazionale.