L’Ordinanza ministeriale 43, emanata il 12 marzo 2026 dal Ministero dell’istruzione e del merito, disciplina le procedure di mobilità per il prossimo anno scolastico. Il provvedimento dedica una sezione specifica al personale docente e ATA in servizio oltre confine che intende rientrare nei ruoli metropolitani.
La normativa stabilisce che la richiesta formale rappresenta condizione necessaria per ottenere l’assegnazione della sede sul territorio nazionale. L’ordinanza definisce l’iter procedurale che gli interessati devono seguire, garantendo uniformità di trattamento e certezza dei tempi.
Le disposizioni si applicano indistintamente a tutto il personale che presta attività presso le scuole italiane all’estero e che desidera far ritorno in Italia.
La procedura di rientro via PEC
Il personale docente e ATA che intende rientrare nei ruoli metropolitani deve compilare il modello ufficiale reso disponibile sul sito del Ministero dell’istruzione e del merito. Il documento va scaricato dalla sezione dedicata alla Mobilità e completato con tutte le informazioni richieste.
Per l’invio è obbligatorio utilizzare la posta elettronica certificata (PEC), in conformità con quanto stabilito dal Codice dell’amministrazione digitale. La richiesta deve essere indirizzata all’Ufficio scolastico regionale (USR) territorialmente competente per la provincia nella quale si desidera ottenere l’assegnazione di sede.
L’invio tramite PEC garantisce la tracciabilità e la validità legale della comunicazione, requisiti indispensabili affinché l’istanza venga correttamente acquisita e processata dagli uffici territoriali nell’ambito delle procedure di mobilità previste dall’ordinanza.
Le scadenze operative per docenti e ATA
L’articolo 3 dell’ordinanza stabilisce che l’istanza di rientro deve pervenire entro il quindicesimo giorno precedente la chiusura delle funzioni del sistema SIDI. Questa disposizione garantisce agli uffici il tempo necessario per elaborare le domande prima dell’avvio dei trasferimenti ordinari.
Applicando il calcolo ai termini ufficiali, i docenti devono inoltrare la richiesta entro il 22 aprile 2026, considerato che il sistema SIDI chiude per loro il 7 maggio. Il personale ATA dispone invece di una finestra più ampia: la scadenza è fissata al 6 maggio 2026, dato che le funzioni si concludono il 21 maggio.
L’anticipo di quindici giorni consente agli Uffici scolastici regionali di processare le istanze con ordine, evitando sovrapposizioni con le procedure di mobilità territoriale e professionale. Questa tempistica risponde a esigenze organizzative precise e assicura che ogni domanda venga valutata nel rispetto della sequenza amministrativa prevista dalla normativa.
Le tutele in caso di posti saturi
L’ordinanza prevede una specifica protezione per il personale che richiede il rientro in province prive di disponibilità. Quando l’Ufficio scolastico regionale accerta l’assenza di posti vacanti, i lavoratori vengono riammessi nei termini e ottengono la possibilità di presentare una nuova istanza di mobilità.
La richiesta va inoltrata al medesimo USR territorialmente competente, che provvede ad acquisirla nel sistema informativo. Questa procedura garantisce l’assegnazione della titolarità definitiva durante lo svolgimento ordinario dei movimenti, evitando che la saturazione iniziale precluda il rientro.
Il passaggio di cattedra e di ruolo al rientro
L’articolo 15 dell’ordinanza ministeriale tutela le opportunità professionali del personale docente che rientra dal fuori ruolo. La normativa riconosce espressamente il diritto di richiedere il passaggio di cattedra o il passaggio di ruolo al momento del rimpatrio, ampliando le possibilità di ricollocazione.
L’accesso a queste opzioni è subordinato al possesso dei requisiti di abilitazione e idoneità stabiliti dalla contrattazione collettiva nazionale. Gli interessati devono verificare la corrispondenza del proprio profilo con i titoli richiesti per la classe di concorso o il ruolo ambiti, documentando tali requisiti già in fase di compilazione dell’istanza.
La dichiarazione va inserita nel modello di domanda inviato all’Ufficio scolastico regionale. Questa previsione consente ai docenti di valorizzare competenze maturate all’estero e di orientare la carriera verso nuovi percorsi disciplinari o professionali, nel rispetto dei vincoli contrattuali vigenti.