Il significato del termine facezia, qualche esempio di utilizzo ed alcuni sinonimi del vocabolo: scopriamo di più riguardo tale parola appartenente al nostro vocabolario.

Etimologia e sinonimo di facezia

Con il sostantivo femminile facezia (dal latino facetĭa(m), deriv. di facētus, elegante, piacevole, arguto) si identifica generalmente un detto arguto, un motto di spirito, o una battuta spiritosa, ironica e pungente (es. “Dire una facezia”; “Una f. pungente”; “Cavarsi d’impiccio con una f.”; ecc.).

Il termine viene inoltre talvolta utilizzato anche in riferimento a persone, con il preciso significato di ‘attitudine all’arguzia’ (es. “Un parlatore brillante, noto per la sua f.”).

Con la parola facezia è infine possibile identificare un breve racconto costruito su un motto di spirito, come ad esempio quelli a cui è dedicata la sesta giornata del Decameron di Boccaccio. Tali racconti hanno quindi goduto di tale successo che durante il XV secolo la facezia divenne un vero e proprio genere letterario, incentrato sul gusto per il gioco di parole ed i contenuti piccanti.

Sinonimo di facezia

Sinonimi del termine possono quindi essere considerati: battuta, motto, aneddoto, scherzo, celia, barzelletta, spiritosaggine e storiella, come anche, in riferimento a persone, acume, acutezza, arguzia, prontezza e sagacia.

Facezia, frasi di esempio

  • Jean fu contento di questa innocente facezia che gli provava la sua intera libertà d’animo.
  • Alimentando in tal modo la facezia secondo la quale a Roma si consuma molto e si producono soltanto bolle.
  • L’ebreo si fregò le mani e sedendosi al tavolo fece finta di ridere alla facezia dell’amico ma era visibilmente a disagio.
  • La facezia infatti era piaciuta moltissimo dato che tutti conoscevano Lavataro come uno dei banditi più famosi e carichi di sangue.
  • Fu quando affermaste che stavo cercando una pianta rara; si trattava di una pianta sotto molti sensi, se mi volete scusare la facezia.
  • Se mi concede una facezia, forse avrebbe ricevuto il premio Nobel se fosse riuscito a dimostrare il contrario, e cioè che l’antideutone non esisteva.

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