Frida Kahlo: una donna, una guerriera, un’artista!

Di pagine sulla grande Frida Kahlo ce ne sarebbero da scrivere infinite, non basterebbero articoli, saggi e riviste per descrivere, raccontare ed esaminare la grande e meravigliosa, a volte tragica, vita che questa donna passò. Forte, fortissima, libera e coscienziosa in tutte le sue scelte, scelte che segnarono in tutto e per tutto il suo vissuto. Scelte personali, scelte lavorative, scelte amorose e anche estetiche. Ed in questo articolo capiremo il perché, stravagante, strana, ma soprattutto libera, in ogni situazione, in ogni condizione!

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Frida Kahlo: Biografia

Artista simbolo dell’avanguardia e dell’esuberanza artistica della cultura messicana del Novecento. Nacque nel 1907 a Cayoacàn, un piccolo villaggio di Città del Messico. Qui era la casa della sua famiglia, in cui trascorrerà gran parte della sua vita e dove morirà, nel 1954 a 47 anni. La “Casa Blu” è oggi diventata un museo a lei dedicato. All’età di diciotto anni andò a lezioni di disegno per qualche tempo da un amico del padre, un grafico che la introdusse alle tecniche dell’incisione. L’arte non era la strada che la famiglia aveva scelto per lei: Frida voleva diventare medico e iniziò a frequentare i corsi preparatori che davano accesso all’università. Da giovane, mentre si trovava sull’autobus che la conduceva in città ai corsi, rimase vittima di un gravissimo incidente; tre passeggeri persero la vita tra cui il suo amore, e Frida scampò per un soffio alla morte, riportando tre fratture al bacino, undici alla gamba destra e una profonda  ferita, provocata da un corrimano di metallo che le aveva perforato il fianco sinistro lesionando anche gli organi genitali esterni. L’incidente, con le sue conseguenze, sia fisiche che psicologiche, vanificò i progetti universitari di Frida che nel corso della sua lunga convalescenza decise di diventare pittrice. I suoi primi lavori mostrano i segni di una emotività altalenante, ma evidenziano la sensibilità di una giovane donna che si risveglia dalla vita. L’avvenimento di gran lunga più importante durante ilperiodo scolastico di Frida Kahlo fu la possibilità di osservare il lavoro dell’artista Diego Rivera, che diventerà successivamente suo marito. Non esistono relazioni, né studi su quanto Frida sia stata ispirata e plasmata anche a livello artistico dall’osservare in dettaglio Diego Rivera al lavoro. Dopo aver mostrato i suoi lavori all’artista, i commenti di Rivera che ne seguirono incoraggiarono Frida a continuare a dipingere. Nacque tra i due l’amore, tanto che Rivera successivamente le chiese la mano. Lo sposò nel 1929, pur sapendo dei continui tradimenti in cui sarebbe andata incontro. Poco dopo il suo matrimonio con Rivera, Frida accompagnò il marito negli Stati Uniti, tuffandosi con entusiasmo nella vita culturale delle moderne metropoli americane. Lontana dal suo paese, si concentrò sulla propria identità nazionale, osservando quel mondo e comparandolo con quello da cui proveniva. Iniziò a dipingere autoritratti di piccolo formato in cui sembra voler scavare sempre più a fondo nella propria interiorità. Continuerà per tutta la vita a ritrarre sé stessa, tanto che circa la metà della sua produzione è costituita da autoritratti. Attraverso i diversi attributi che di volta in volta assegna alla propria immagine trattandola come un’icona sacra, conferirà alle sue auto rappresentazioni significati sempre nuovi. Conseguentemente alle sofferenze sentimenti ebbe anche lei numerosi rapporti extraconiugali, comprese  varie esperienze omosessuali. Nel 1939 i due divorziarono a causa del tradimento di Riviera con Cristina Kahlo, sorella di Frida. Rivera tornò da Frida un anno dopo, malgrado i tradimenti non aveva smesso di amarla. Le fece una nuova proposta di matrimonio che lei accettò con riserve, in quanto era rimasta pesantemente delusa dall’infedeltà del coniuge. Si risposarono nel 1940 a San Francisco.

Frida Kalho: Il surrealismo e gli autoritratti

Quando si afferma che l’arte è la vera propria anima degli artisti, quando si dice che l’arte che sia l’autoritratto, un dipinto o una cultura sia la vera e unica valvola di sfogo di ogni artista di certo non ci si sbaglia, soprattutto se il soggetto in questione sia un’artista come la Kahlo, simbolo emblematico di tutto il surrealismo che non lasciò solo le sue tracce nel modo dell’arte, ma anche in tutti i valori che potevano descrivere la libertà di una donna, la libertà dell’amore. Infatti l’arte  per Frida fu una sorta di barriera contro cui difendersi dal tempo, una pratica che l’allontanava dalla minaccia della vecchiaia e della morte. E di arte visse estendendola a tutto ciò che la circondava, fino alla morte che arrivò prematuramente all’età di quarantasette anni causata da embolia polmonare il 13 luglio del 1954. Frida esplora i suoi sentimenti e le sue emozioni attraverso la pittura; appassionata di politica vive intensamente il periodo storico del suo paese partecipando a tutte le lotte politiche e ai fermenti, a difesa degli oppressi e poveri della nazione centro americana, nella pittura invece ritrova il coraggio di affrontare la sua condizione di handicap fisico e psicologico. Nonostante sin da piccola ebbe problemi di salute (fu colpita da spina bifida, che i genitori scambiarono per poliomielite) e successivamente a causa di un terribile incidente la sua vita fu tormentata da sofferenze indicibili, ebbe comunque una personalità molto forte, amò appassionatamente la vita e seppe trovare la sua strada nella pittura. Dopo il suo incidente. Frida fu costretta a restare per moltissimo tempo immobilizzata a letto, e la madre le regalò uno specchio che lo mise in modo da potersi guardare sul tetto del suo letto a baldacchino. Il gesto della madre diventò un grande stimolo per la creatività della figlia, che guardandosi riflessa, iniziò un lungo viaggio che è durato per tutta la sua vita. Rimanendo immobilizzata per alcuni mesi nel letto si trovava a tu per tu con la propria immagine; inizia così questo corpo a corpo con se stessa, partendo solamente dalla sua immagine. Lungo tutta la sua opera pittorica fece un’autobiografia di se stessa, utilizzando l’autoritratto come elemento fondamentale della sua storia, ma lo specchio diventò per Frida anche un elemento magico. La pittrice sfruttò infatti la capacità dello stesso per modificare l’immagine; lo specchio diventò per lei un modo per sdoppiarsi e quindi di potersi rappresentare anche dal di fuori. Nei suoi quadri la sensualità delle piante, che sembrano quasi corpi viventi, e la stilizzazione degli animali, che ricordano le divinità delle culture precolombiane, importanti soggetti da non sottovalutare sono le scimmie. L’artista ne possedeva tantissime e venivano trattate come delle figlie, manifestazione di maternità che a causa delle sue condizioni fisiche non potè mai avere un figlio suo. La sua pittura si avvicina alle radici più profonde della cultura messicana. In più fu una delle prime donne che rivendicò il suo essere donna, il suo essere femmina, la sua libertà e il suo modo di apparire agli altri, ovvero sopracciglia molto appariscenti, baffo abbastanza visibile, solo perché a lei si sentiva bella, solo perché al suo Diego piaceva. Diego, altro  tasto dolente per l’artista, altro lato doloroso, tragico, ma allo stesso tempo impellente, indissolubile e soprattutto insostituibile!

Frida Kalho: aforismi

Ammirevole, solo un aggettivo può descrivere della donna, ammirevole, ammirevole la sua forza, ammirevole la sua bellezza, ammirevole l’entità dei suoi valori, ammirevole solo ed esclusivamente lei, ed ammirevole il ricordo che per sempre regnerà sulla terra del suo vissuto, ammirevole il suo esempio di donna. Amata da tanti, amante sensuale di molti, desiderata da tutti e criticata per il suo stile di vita, i suoi pensieri, il suo modo di vivere l’amore da parecchi, ma forse, e soprattutto per tutto ciò che lei sarà per sempre un’icona femminile. La vogliamo ricordare cosi, con i suoi aforismi, con le sue citazioni che ancora oggi, ritroviamo su riviste, saggi, libri di storia dell’arte e social.

  • “Scegli una persona che ti guardi come se fosse una magia”
  • “Ho subito due gravi incidenti nella mia vita… il primo è stato quando un tram mi ha travolto e il secondo è stato Diego Rivera.”
  • “La morte può essere crudele, ingiusta, traditrice…
  • Ma solo la vita riesce a essere oscena, indegna, umiliante.”
  • “Che farei io senza l’assurdo?”
  • “La rivoluzione è l’armonia della forma e del colore e tutto esiste, e si muove, sotto una sola legge: la vita.”
  • “Piedi, perché li voglio se ho ali per volare?”
  • “Da quando mi sono innamorata di te, ogni cosa si è trasformata ed è talmente piena di bellezza… L’amore è come un profumo, come una corrente, come la pioggia. Sai, cielo mio, tu sei come la pioggia ed io, come la terra, ti ricevo e accolgo”
  • “Dipingo i fiori per non farli morire.”
  • “Le cicatrici sono aperture attraverso le quali un essere entra nella solitudine dell’altro.”
  • “L’amore? Non so. Se include tutto, anche le contraddizioni e i superamenti di sé stessi, le aberrazioni e l’indicibile, allora sì, vada per l’amore. Altrimenti, no.”
  • “Ti meriti un amore che ti voglia spettinata, con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta, con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire. Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura, in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te, che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle. Ti meriti un amore che voglia ballare con te, che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi, che non si annoi mai di leggere le tue espressioni. Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti, che ti appoggi quando fai il ridicolo, che rispetti il tuo essere libero, che ti accompagni nel tuo volo, che non abbia paura di cadere. Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie che ti porti l’illusione, il caffè e la poesia.”