La Via Ferrata di Giovanni Pascoli alla Prima Prova Maturità 2022

Nella mattinata di mercoledì 22 giugno 2022 ha preso il via l’Esame di Maturità per 539.678 studenti e studentesse. Fra le prove scelte dal Ministero dell’Istruzione, come ipotizzato anche dagli stessi studenti qualche giorno prima della tanto temuta Prima Prova, è uscito come autore Giovanni Pascoli. Lo scrittore non usciva in una traccia della Maturità dal 1999 e in questo caso la scelta è caduta sulla poesia La Via Ferrata, tratta dalla raccolta poetica Myricae.

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La Via Ferrata di Giovanni Pascoli - Traccia Svolta Maturità 2022

La Via Ferrata di Giovanni Pascoli: il testo

Ecco il testo de “La Via Ferrata” di Giovanni Pascoli, proposto come tema di Tipologia A alla Prima Prova di Maturità 2022:

Tra gli argini su cui mucche tranquilla-
mente pascono, bruna si difila
la via ferrata che lontano brilla;

e nel cielo di perla dritti, uguali,
con loro trama delle aeree fila
digradano in fuggente ordine i pali.

Qual di gemiti e d’ululi rombando
cresce e dilegua femminil lamento?
I fili di metallo a quando a quando
squillano, immensa arpa sonora, al vento.

La Via Ferrata di Giovanni Pascoli: il significato

La poesia La via Ferrata di Giovanni Pascoli si apre con la descrizione di un paesaggio in cui troviamo delle mucche al pascolo che osservano il passaggio di un treno, ossia “la via ferrata che lontano brilla“. Un’altra contrapposizione fra natura e modernità si trova nella seconda terzina in cui i fili dei pali del telegrafo si possono vedere nel cielo grigio. Pascoli associa i suoni del treno e del telegrafo a gemiti e ululi degli animali che si trovano in natura “qual di gemiti e d’ululi rombando“.

Al tempo la contrapposizione fra tecnologia e natura era molto in voga, visto il progresso scientifico in atto. In questo caso i due simboli di modernità sono il treno e il telegrafo (non a caso inizialmente la poesia aveva come titolo proprio “Il telegrafo”) e potrebbero rappresentare una minaccia per il paesaggio naturale. Ricordiamo che La Via Ferrata è contenuta in Myricae (nove edizioni dal 1891 al 1911) che si chiama così perché trae ispirazione da un verso di Virgilio (arbusta iuvant humilesque myricae, mi piacciono gli arbusti e le umili tamerici). Questa raccolta, dedicata alla memoria del padre, allude alla brevità dei componimenti. Per l’autore la poesia è semplice, fatta di piccole cose, come per esempio proprio i paesaggi di campagna.

L’antitesi tra vecchio e nuovo, tra classico e moderno, può essere uno spunto di riflessione più ampio, visto che si tratta di un tema ancora attuale. Dall’analisi del testo di Pascoli, quindi, è possibile ampliare il discorso con riferimenti al presente.

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