La conoscenza della lingua inglese si è riconfermata anche nel 2021 una delle soft skill più richieste nel sempre più interconnesso mondo del lavoro, sia per chi desidera fare carriera all’estero, che per chi decide di rimanere in Italia. A dimostrarlo sono gli annunci condivisi dalle aziende dei diversi settori, ma anche il numero crescente di studenti che si iscrivono a scuole e università con corsi in inglese e i regolamenti relativi ai principali bandi e concorsi pubblici italiani, dove in molti casi le certificazioni linguistiche influiscono sul punteggio in graduatoria.

Per approfondire il tema abbiamo intervistato Vittorio De Paola, Senior Business Development Manager di Cambridge Assessment English Italia, che opera come ente certificatore della lingua inglese nel nostro paese.  

L’inglese e il mondo del lavoro: quando la certificazione è un investimento per il futuro

Con il cambiare del mondo del lavoro e l’adattamento della formazione anche al periodo storico che stiamo vivendo, una soft skill sempre richiesta è rimasta costante: l’inglese. Quanto è importante l’inglese nel mondo del lavoro?

Conoscere l’inglese è una competenza molto importante nel mondo del lavoro, tanto che in molti contesti è considerata una “hard skill” anziché una “soft skill”. Ciò prescinde dal ruolo e dal livello gerarchico che si va a occupare in un’azienda o in una società, perché le imprese (anche medio piccole) interagiscono spesso con partner, fornitori e clienti esteri e quindi è fondamentale saper comunicare fluentemente. Riunioni, progetti speciali e bandi possono tutte essere situazioni in cui la padronanza della lingua inglese non può mancare.

L’inglese può essere utile anche in un’ottica di formazione: anche nei contesti lavorativi l’apprendimento non finisce, ci sono corsi di formazione, workshop, ecc. In molti di questi casi, la lingua inglese è fondamentale.

A riprova dell’importanza dell’inglese, ormai sono molti gli atenei che offrono corsi interamente in inglese e un esempio è Medicina, con il test IMAT ormai scelto da molti studenti; che vantaggi offre un percorso di studi di questo tipo?

Il vantaggio principale di un percorso di studi in inglese è quello di acquisire competenze tecniche più spendibili in termini di “placement” lavorativo. Comunemente si pensa sia un percorso pensato per chi vuole cercare lavoro all’estero, ma non è così: è rivolto anche a chi resta, perché dà più specializzazione e più strumenti anche in Italia. Per esempio, nel caso di medicina, molti convegni, progetti di ricerca e corsi di formazione si svolgono in inglese.

Un altro vantaggio è che lo studente che sceglie questo percorso spesso acquisisce un doppio titolo: alcuni programmi infatti sono in collaborazione con atenei di diversi paesi, quindi quando si consegue la laurea, la si consegue in due atenei diversi.

Perché è importante che gli studenti si avvicinino al percorso delle certificazioni d’inglese? Cosa conferisce una certificazione a uno studente che ha terminato gli studi e vuole affacciarsi al mondo del lavoro?

Partendo dal presupposto che conoscere l’inglese è una skill fondamentale, il suo apprendimento comporta un dispendio di energie e risorse che ha dunque senso certificare. In alcuni paesi poi, la certificazione è necessaria per ottenere il visto: pensiamo agli studenti e ai lavoratori che vogliono intraprendere un percorso in stati come l’Australia, gli Stati Uniti e ora, a causa della Brexit, anche il Regno Unito.

Infine lavorare per obiettivi è molto motivante: sapere che si ha davanti un traguardo importante rende il percorso più stimolante e spinge a impegnarsi maggiormente per raggiungerlo con successo.

Quali sono le certificazioni più richieste nel mondo del lavoro?

Ovviamente dipende dal contesto lavorativo ma generalmente consigliamo, per chi intende cercare lavoro in Italia, il B2, mentre per chi cerca lavoro all’estero il C1.

Quali consigli per raggiungere con successo questo traguardo?

Sicuramente mi sento di consigliare un sorta di gradualità nel percorso; un esame obiettivo sul proprio livello di inglese attuale consente di capire a cosa si può ambire inizialmente, al fine di non porsi obiettivi troppo complicati (e quindi che possono scoraggiare l’alunno). Partire per gradi è importante, mantenendo una continuità nell’esercizio e nell’apprendimento. Naturalmente, poi, prima si inizia meglio è, così da compiere un percorso finalizzato a migliorare nel tempo la competenza.

Proprio per mantenere una certa costanza nell’imparare, consigliamo di ritagliarsi momenti per allenarsi anche al di fuori della classe tradizionale: film, video YouTube, podcast sono l’ideale perché rimandano alla quotidianità e usano termini che saranno poi utili per le conversazioni di tutti i giorni.

Un altro consiglio utile per i liceali e gli universitari è capitalizzare gli sforzi prima della laurea: quando si entra nel mondo del lavoro, infatti, i tempo per lo studio inevitabilmente finisce o viene comunque molto sacrificato e se arriva il momento in cui bisogna applicare questo tipo di competenze è meglio non farsi trovare impreparati.