Louis Pasteur: la biografia

Louis Pasteur è considerato il fondatore della microbiologia moderna grazie agli studi sui vaccini e sulla fermentazione. Nacque a Dole nel 1822, nella regione del Giura francese, da padre conciatore e veterano delle guerre napoleoniche. Si diplomò nel 1840 in lettere e in scienze, per poi laurearsi all’École Normale Supérieure con due tesi in chimica e in fisica sul dimorfismo. Nel 1849 divenne professore di chimica all’Università di Strasburgo dove incontrò Marie Laurent, figlia del rettore dell’università: i due poco dopo si sposarono ed ebbero cinque figli. Dopo i numerosi studi sulla generazione spontanea e sui microrganismi, nel 1864 Pasteur vinse il premio dell’Accademia delle scienze francese per la dimostrazione della verità della teoria della biogenesi secondo cui gli organismi viventi si riproducono continuamente solo a partire da altri organismi viventi. Qualche tempo dopo fu colto dal primo di una serie di attacchi di ictus che nel 1985 lo portarono alla morte.

Louis Pasteur: le scoperte più importanti

Grazie alle sue attività di ricerca, ad oggi Pasteur è universalmente considerato il padre della microbiologia moderna. È importante ricordare che tutte le sue più importanti scoperte derivarono dagli studi sui gravi problemi del suo tempo inerenti all’agricoltura, all’industria agraria e all’allevamento. Nello specifico le scoperte attribuite a Pasteur sono le seguenti:

  • anomalie della fermentazione della birra (1854);
  • fermentazione del vino e dell’aceto (1861-62);
  • pastorizzazione (1862);
  • alterazioni del vino di origine fungina o batterica (1863-64);
  • malattie del baco da seta (1865-70);
  • colera dei polli (1880);
  • carbonchio di bovini, ovini, equini (1881);
  • rabbia silvestre e sieroterapia.

Louis Pasteur: gli esperimenti sui vaccini

Grazie agli studi sulla fermentazione, Pasteur intuì il ruolo dei microrganismi anche nell’origine e nello sviluppo di alcune malattie infettive sia negli animali che nell’uomo. Inizialmente si occupò del colera dei polli, una malattia che in quegli anni provocava una vera e propria moria di pollame. Lo studioso condusse un esperimenti isolando una gran quantità dei batteri responsabili di questa malattia: notò che, quando li iniettava nei volatili, ne determinavano la morte tranne in un caso, ovvero quando i batteri isolati in laboratorio erano lasciati senza nutrimento per un periodo relativamente lungo. Di conseguenza Pasteur dedusse che l’infezione con questi batteri indeboliti aveva determinato l’immunizzazione dei polli: tale osservazione fu incisiva per la scienza ed aprì la strada a tutte le immunizzazioni effettuate nel corso del Novecento.

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