Molti istituti scolastici americani hanno introdotto la settimana scolastica di 4 giorni. E anche in Italia si sta valutando l’ipotesi di farlo. Al di là delle motivazioni, che approfondiremo di seguito, ci si interroga sul fatto che questa possa essere o meno una buona scelta in termini di rendimento degli studenti. Gli studi effettuati a riguardo, infatti, evidenzierebbero risultati contrastanti. Ad esempio, sarebbe venuto fuori che in Colorado gli studenti che frequentano le scuole settimanali di quattro giorni hanno ottenuto punteggi più alti in matematica e arti in lingua inglese. Risultato opposto nell’Oregon, dove si è registrano un calo.

Scuola 4 giorni a settimana

Ma perché le scuole dovrebbero decidere di optare per la settimana corta? Indipendentemente o meno dai risultati in termini di apprendimento, se una cosa è certa è che tale provvedimento abbia positivi risvolti economici. Tenere le scuole chiuse fa risparmiare sia i gestori delle stesse che famiglie e docenti in fato di trasporti.

Allo stato attuale non ci sarebbero prove evidenti che, accorciare la settimana scolastica, porti dei vantaggi nell’apprendimento. Il The Guardian – a sostegno di tale tesi – ha sottolineato come la riduzione dei giorni di apertura delle scuole, nel corso della storia, sia sempre coincisa con eventi legati a crisi economiche.

Settimana scolastica di 4 giorni: sì o no?

Settimana corta: pro e contro

Che dire, però, degli studenti? Secondo gli esperti, per evitare che l’adozione della settimana scolastica corta risulti nociva per gli stessi, le scuole dovrebbero compensare il giorno libero aumentando la quantità delle ore di lezione nei giorni in cui si va a scuola. Aggiungendo, in pratica, un’ora ai giorni rimanenti.

Anche se, il risvolto della medaglia consiste nel fatto che gli studenti soffrano del tempo aggiuntivo passato a scuola. Inoltre, ci sarebbe una differenza tra gli studenti delle scuole elementari e quelli delle superiori. I primi non sarebbero contenti del giorno libero. I secondi, invece, ne approfitterebbero per dedicarsi alle passioni e alle attività extracurriculari.

Ma che dire del risparmio? E’ veramente così incisivo? A darci qualche delucidazione in merito ci pensa uno studio condotto dalla Rand Corporation effettuato sulla base dell’analisi dei dati delle scuole di Idaho, New Mexico, Oklahoma, Colorado, Missouri e Sud Dakota del 2021. In effetti, il risparmio derivante dall’adozione della settimana corta non andrebbe oltre il 3% dei budget a disposizione delle istituzioni. Che, sommato al fatto che non vi siano ancora prove convincenti sul miglioramento del rendimento scolastico degli studenti, potrebbe non determinare una simile scelta anche in Italia. Staremo a vedere.

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