In occasione del Safer Internet Day, la Commissione europea ha presentato un piano d’azione contro il cyberbullismo, mirato a rafforzare prevenzione e strumenti di supporto in tutti gli Stati membri. L’iniziativa, coordinata dalla Schools and Multilingualism Unit della Direzione generale Istruzione, Gioventù, Sport e Cultura (DG EAC), si inserisce nel quadro delle politiche europee per la sicurezza digitale e la tutela dei minori.
Bruxelles sottolinea la dimensione transfrontaliera del fenomeno, che incide profondamente sul benessere psicologico, sulla salute mentale e sul rendimento scolastico di bambini e adolescenti in tutta Europa, rendendo necessario un approccio coordinato oltre i confini nazionali.
La crescita del fenomeno: i numeri chiave
I dati richiamati dalla Commissione europea delineano un incremento significativo del cyberbullismo negli ultimi anni. Tra il 2018 e il 2022, la quota di adolescenti che riferisce di aver subito episodi è cresciuta di circa il 25%, con un’incidenza analoga per ragazze e ragazzi.
Le consultazioni condotte sulla piattaforma europea per la partecipazione dei bambini rivelano che un minore su quattro, nella fascia 12-17 anni, ha dichiarato di aver vissuto esperienze dirette di cyberbullismo. Oltre un terzo degli intervistati ha invece affermato di aver assistito a episodi rivolti ad altri coetanei.
Negli ultimi cinque anni, il fenomeno ha rappresentato la principale ragione di contatto con le helpline dei Safer Internet Centres, costituendo circa il 14% delle richieste totali. Questi numeri confermano l’urgenza di un intervento strutturato e dimostrano come il cyberbullismo incida concretamente sul benessere psicologico, sulla salute mentale e sul rendimento scolastico di bambini e adolescenti in tutta Europa.
La definizione comune di cyberbullismo
Il piano introduce una definizione condivisa di cyberbullismo, destinata a superare le difformità tra gli Stati membri. Fino ad oggi, l’assenza di un quadro comune ha prodotto approcci nazionali frammentati e incertezze giuridiche che hanno ostacolato interventi efficaci.
Secondo la nuova definizione europea, il cyberbullismo è un comportamento realizzato tramite tecnologie digitali con l’intento o l’effetto di umiliare, escludere, abusare, molestare o ferire in modo ripetuto o continuativo una persona o un gruppo. La formulazione intende coprire tutte le forme di violenza digitale, dalla diffusione di contenuti offensivi all’isolamento sociale online.
L’obiettivo è fornire una base uniforme su cui costruire interventi coordinati, riducendo le disparità normative e garantendo maggiore certezza giuridica in tutta l’Unione europea.
I tre pilastri del piano d’azione
Il piano si articola su tre direttrici fondamentali. Il primo pilastro prevede un approccio coordinato a livello UE, con una raccomandazione agli Stati membri per sviluppare politiche integrate che coinvolgano scuola, servizi sociali e settore digitale. L’obiettivo è superare la frammentazione degli interventi nazionali e garantire una risposta omogenea.
Il secondo asse si concentra su prevenzione, sensibilizzazione ed empowerment. L’alfabetizzazione digitale di studenti, docenti e famiglie diventa prioritaria. L’educazione viene identificata come leva strategica per costruire ambienti fisici e digitali sicuri, inclusivi e rispettosi, riducendo così le condizioni che favoriscono il cyberbullismo.
Il terzo pilastro riguarda segnalazione e supporto. La Commissione prevede l’estensione in tutti i Paesi dell’Unione di un’app per la sicurezza online, pensata per facilitare l’accesso immediato a strumenti di aiuto. Questo canale diretto risponde alla necessità emersa dai dati sulle helpline, dove il cyberbullismo rappresenta il 14% delle richieste.
Le implicazioni per scuole, famiglie e studenti
L’alfabetizzazione digitale mirata coinvolgerà studenti, docenti e famiglie attraverso percorsi formativi dedicati, rafforzando la capacità di riconoscere, prevenire e gestire comportamenti lesivi online. Le scuole, in collaborazione con servizi sociali e attori del settore digitale, potranno contare su politiche integrate che facilitino la costruzione di ambienti sicuri, inclusivi e rispettosi, sia fisici che virtuali.
L’estensione dell’app per la sicurezza online in tutti i Paesi UE offre un canale diretto e accessibile per segnalare episodi e richiedere supporto, riducendo le barriere all’intervento. I benefici attesi includono un miglioramento del benessere psicologico e del rendimento scolastico, grazie a una maggiore consapevolezza e a strumenti concreti di tutela.