La dichiarazione dei redditi 2026, riferita all’anno d’imposta 2025, introduce un nuovo massimale di 1.000 euro per figlio destinato alle spese scolastiche. L’aliquota di detrazione, fissata al 19%, consente di recuperare fino a 190 euro per ogni studente.
Le scadenze operative stabiliscono l’invio del modello 730 entro il 30 settembre, mentre per il modello Redditi il termine è il 2 novembre, slittato dal 31 ottobre poiché cade di sabato e seguito da domenica festiva.
L’Agenzia delle Entrate, attraverso le Faq sulla dichiarazione precompilata, fornisce indicazioni operative per chi non ha ancora trasmesso i documenti. Il periodo estivo rappresenta l’occasione ideale per effettuare gli ultimi riscontri prima dell’invio, verificando la completezza e la correttezza dei dati relativi alle spese sostenute per l’istruzione dei figli, così da evitare integrazioni tardive o errori che potrebbero comportare controlli formali successivi.
La mensa e i servizi comunali non sempre in precompilata
I servizi di mensa scolastica, trasporto scolastico, pre e post scuola sono spesso gestiti da Comuni o enti locali. Quando questi enti non rientrano nel sistema nazionale di istruzione o gestiscono solo alcuni servizi per scuole terze, non sono tenuti alla trasmissione dei dati delle spese scolastiche ai fini della dichiarazione precompilata.
In questi casi, i dati relativi a tali servizi potrebbero non essere presenti nel 730 predisposto dall’Agenzia delle Entrate. Il contribuente che possiede i requisiti per la detrazione può indicare tali spese in dichiarazione tra quelle detraibili, integrando il modello precompilato.
Va tenuto presente che, trattandosi di una modifica apportata direttamente dal contribuente, l’Agenzia delle Entrate potrà effettuare controlli formali sulle spese inserite. È quindi fondamentale conservare la documentazione che attesti l’effettivo sostenimento della spesa e verificare che i servizi rientrino tra quelli ammessi alla detrazione.
Le spese già inserite dagli istituti scolastici
Nella dichiarazione precompilata confluiscono automaticamente i dati comunicati dagli istituti scolastici relativi a tasse scolastiche, contributi obbligatori e contributi volontari deliberati dagli organi d’istituto. Sono incluse anche le erogazioni liberali deliberate, le spese per la mensa scolastica e i servizi integrativi come gite, assicurazione e altri contributi finalizzati all’ampliamento dell’offerta formativa.
L’Agenzia delle Entrate dispone già delle informazioni sulle tasse per iscrizione, frequenza, sostenimento degli esami e rilascio dei diplomi versate tramite modello F24. Tali dati, già in possesso del Fisco, non richiedono trasmissione da parte delle scuole e risultano precompilati.
Il contribuente deve verificare la corrispondenza e la correttezza degli importi caricati nel 730, confrontandoli con la documentazione in proprio possesso.
Le erogazioni liberali e la necessità di integrazione
Alcune erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici compaiono soltanto nel foglio informativo allegato alla dichiarazione precompilata. Si tratta di donazioni non deliberate dagli organi scolastici, destinate a finalità specifiche quali innovazione tecnologica, edilizia scolastica e universitaria, nonché ampliamento dell’offerta formativa.
La presenza nel foglio informativo non equivale a precompilazione automatica. Il contribuente deve quindi intervenire manualmente per inserire tali importi nel quadro E del modello 730 o nel quadro RP del modello Redditi, rispettando il limite complessivo di 1.000 euro annui per studente.
La ripartizione delle spese tra genitori nel 730
Le spese scolastiche sono esposte come onere detraibile nella dichiarazione precompilata del familiare indicato dall’istituto scolastico come soggetto che ha sostenuto la spesa. Tuttavia, quando la spesa è stata sostenuta da entrambi i genitori, la situazione richiede un intervento manuale.
Se i documenti di spesa evidenziano la ripartizione tra i genitori, anche attraverso un’annotazione che indichi le percentuali di spesa imputabili a ciascuno, è necessario modificare l’importo inserito nel quadro E del modello 730 o nel quadro RP del modello Redditi. Ciascun genitore deve riportare la propria quota di spesa detraibile, rispettando il limite complessivo di 1.000 euro annui per ogni studente.
La corretta imputazione garantisce il rispetto del massimale e l’accesso alla detrazione del 19% nei limiti previsti.