Dispersione scolastica, l'Italia oltre la media Ue: early leavers al 10% e Neet in crescita

Dispersione scolastica, l'Italia oltre la media Ue: early leavers al 10% e Neet in crescita

Nel 2025 il 9,1% dei giovani europei tra 18 e 24 anni ha abbandonato precocemente gli studi. L'Italia si posiziona al 10%, sopra la media Ue.
Dispersione scolastica, l'Italia oltre la media Ue: early leavers al 10% e Neet in crescita

Nel 2025 il 9,1% dei giovani europei tra 18 e 24 anni è classificato come early leaver, ossia ha abbandonato precocemente i percorsi di istruzione e formazione senza completare un ciclo di studi secondari superiori. Il dato, contenuto nel rapporto “Key figures on Europe – 2026 edition” di Eurostat, colloca l’Unione europea a pochi decimali dall’obiettivo strategico fissato per il 2030, che prevede di ridurre la quota di early leavers sotto la soglia del 9%.

Nonostante la media complessiva segnali un avvicinamento al target, le differenze tra i sistemi nazionali restano molto marcate. La Romania registra il valore più elevato con il 15,5% di abbandoni precoci, mentre la Croazia presenta la percentuale più bassa, pari al 2,1%.

Il divario tra questi due estremi supera i 13 punti percentuali e conferma che il fenomeno assume dimensioni e caratteristiche diverse a seconda del contesto nazionale. L’eterogeneità rilevata evidenzia come la convergenza verso l’obiettivo comune richieda interventi differenziati e mirati alle specificità locali.

L’Italia nel confronto Ue: tasso attorno al 10% e distanza dalla media

L’Italia si posiziona attorno al 10% di early leavers tra 18 e 24 anni, collocandosi circa un punto percentuale sopra la media dell’Unione Europea, ferma al 9,1%. Il dato emerge dalla pubblicazione Key figures on Europe – 2026 edition di Eurostat e situa il Paese in una fascia medio-alta della graduatoria continentale.

Nonostante il superamento della soglia media, l’Italia non rientra tra i casi estremi. Il valore nazionale risulta distante dai picchi registrati in Romania (15,5%), Germania e Spagna, dove l’abbandono scolastico precoce tocca livelli significativamente più elevati.

Allo stesso tempo, il Paese è lontano anche dai minimi europei, rappresentati da Croazia (2,1%), Grecia e Irlanda, che si attestano su percentuali nettamente inferiori.

Il divario di genere: ragazzi più esposti all’uscita precoce

Nel 2025 l’abbandono scolastico precoce nell’Unione europea ha mostrato un marcato divario di genere: il 10,6% dei ragazzi tra 18 e 24 anni ha lasciato prematuramente istruzione e formazione, contro il 7,5% delle ragazze. Lo scarto di 3,1 punti percentuali è diffuso nella grande maggioranza dei sistemi nazionali.

Solo Romania e Bulgaria presentano la tendenza opposta, con una quota femminile superiore a quella maschile.

L’Italia rispecchia il modello europeo prevalente. La componente maschile si attesta attorno al 12%, mentre quella femminile è poco sopra l’8%. Il divario contribuisce a mantenere il dato nazionale complessivo sopra la media dell’Unione.

Le disparità più ampie emergono in altri contesti. La Spagna registra il massimo scarto del rapporto Eurostat: 15,9% tra i ragazzi e 9,5% tra le ragazze, con una differenza di 6,4 punti percentuali. Divari superiori a 4,5 punti sono segnalati anche in Lettonia, Malta, Slovenia e Belgio.

L’Italia non rientra tra i Paesi con gli scarti più elevati, ma mantiene lo stesso squilibrio di fondo osservato a livello europeo.

I giovani Neet: 9% nell’Ue, Italia intorno al 10%

Nel 2025 il 9% dei giovani europei tra 15 e 24 anni risultava Neet, ovvero non occupato e non coinvolto in attività di istruzione o formazione nelle quattro settimane precedenti la rilevazione. L’Italia si attesta intorno al 10%, quindi sopra la media dell’Unione.

Il quadro territoriale mostra differenze rilevanti: la Romania raggiunge il 16,5%, mentre i Paesi Bassi si fermano al 3,9%. Il valore italiano si colloca nella parte medio-alta della graduatoria, vicino a quelli di Francia e Spagna e superiore a Germania, Danimarca, Svezia, Paesi Bassi e Repubblica Ceca.

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