A partire dal 1 settembre 2026, l’Alto Adige introduce una riforma che trasforma l’educazione alla sostenibilità e alla responsabilità sociale da iniziative sporadiche a componenti strutturali dell’orario scolastico. Le nuove Indicazioni provinciali ridisegnano l’intero percorso formativo, dalla scuola dell’infanzia fino alla secondaria di secondo grado, superando definitivamente la logica dei progetti isolati.
La novità, annunciata dalla Provincia autonoma e riportata dall’Ansa, prevede un approccio integrato e trasversale che coinvolge tutte le discipline. I principi di sviluppo sostenibile, economia circolare e giustizia sociale non saranno più trattati come argomenti separati o attività extracurricolari, ma entreranno stabilmente nei programmi ordinari di ogni ordine scolastico.
L’obiettivo dichiarato è garantire continuità e coerenza educativa lungo l’intero ciclo di studi, eliminando la frammentazione che caratterizzava gli interventi precedenti e assicurando a tutti gli studenti altoatesini una formazione completa su questi temi fondamentali.
Il modello didattico del service learning
La riforma introduce un cambio metodologico sostanziale, abbandonando la tradizionale lezione frontale per privilegiare esperienze di cittadinanza attiva e volontariato. Il service learning connette lo studio in aula con l’azione concreta nel territorio, integrando laboratori pratici di ecologia, inclusione ed economia civica all’interno del normale orario scolastico.
Gli studenti parteciperanno ad attività come l’ecologia applicata, con progetti di riduzione degli sprechi e tutela della biodiversità, e alla cura degli spazi comuni, trasformando le conoscenze teoriche in comportamenti tangibili.
Questo approccio mira a rafforzare la motivazione e sviluppare competenze di cittadinanza attraverso il coinvolgimento diretto nella comunità.
Le tre dimensioni della sostenibilità: ecologica, sociale, economica
Le nuove Indicazioni provinciali articolano la sostenibilità in tre ambiti distinti, per evitare che il concetto venga associato esclusivamente alla tutela ambientale. Questa suddivisione consente di trattare in modo equilibrato ambiente, società ed economia, riflettendo l’interconnessione tra i diversi aspetti dello sviluppo sostenibile.
L’ambito ecologico si concentra su azioni concrete contro gli sprechi e sulla tutela della biodiversità. Gli studenti saranno coinvolti in pratiche di riduzione dell’impatto ambientale e nell’osservazione diretta degli ecosistemi locali, applicando le conoscenze scientifiche alla cura del territorio.
L’ambito sociale introduce temi come la parità di genere, l’inclusione e la solidarietà intergenerazionale. L’obiettivo è sviluppare competenze relazionali e consapevolezza dei diritti, promuovendo comportamenti rispettosi delle diversità e della coesione comunitaria.
L’ambito economico, spesso trascurato nei percorsi didattici tradizionali, porta in classe l’educazione finanziaria e civica. Gli studenti impareranno a gestire in modo etico le risorse, comprendendo il legame tra scelte economiche individuali e impatto collettivo.
La formazione dei docenti e la visione istituzionale
Per rendere operativo il cambiamento entro settembre 2026, la Provincia ha predisposto un piano di aggiornamento rivolto a dirigenti scolastici e insegnanti. L’intervento formativo mira a fornire le competenze necessarie per applicare le nuove metodologie didattiche in modo coerente su tutto il territorio.
Il vicepresidente della Provincia e assessore all’Istruzione Marco Galateo ha definito questa riforma una “nuova grammatica dell’educazione”, sottolineando che il compito della scuola non si limita alla trasmissione di contenuti. L’obiettivo è equipaggiare gli studenti con strumenti per interpretare la realtà contemporanea e comprendere il proprio ruolo nella comunità.
La formazione del personale rappresenta quindi la condizione per tradurre le indicazioni normative in pratica didattica efficace.