La religione islamica venne fondata all’inizio del VII secolo d.C. da Maometto e praticata oggi da circa un miliardo di fedeli. Maometto nacque a La Mecca nel 570 d.C. Dopo aver vissuto per circa quarant’anni da agiato commerciante, cambiò vita. Ebbe delle visioni nelle quali gli parve Dio che lo invitava a divenire suo profeta. Predicò agli abitanti della sua Terra, in maggioranza seguaci del politeismo, i dettami della nuova fede rivelatagli direttamente dall’unico Dio, Allaha. Nonostante l’ostilità incontrata nella sua città, La Mecca, riuscì a dar vita, nella città oggi nota come Medina, a una comunità politico – religiosa che  riuscì, già prima del 632, anno della morte del fondatore, a imporre la propria autorità in tutta l’Arabia. Inoltre, il profeta dettò il Corano, libro sacro dei musulmani, introdusse anche il concetto di “guerra santa”, ossia lo “sforzo” del fedele a vincere le prime tentazioni per divenire un buon musulmano. Quest’ultimo è obbligato di adempiere cinque doveri: proclamare la propria fede, il musulmano deve infatti affiancare la preghiera quotidiana, nelle forme rituali previste, osservando poi il digiuno durante il mese del Ramadan, oltre a recarsi in pellegrinaggio almeno una volta nella vita nella città santa, La Mecca, e a versare una certa somma di denaro a beneficio dei poveri e della comunità. La preghiera, riunisce per cinque volte al giorno l’intera comunità dei fedeli che, ovunque si trovino, interrompono all’ora stabilita qualsiasi attività. La preghiera quotidiana, invece, viene recitata in forma collettiva nella moschea, il luogo di culto dei musulmani, dove il venerdì, giorno festivo dell’Islam, si tiene a mezzogiorno il rito solenne. Mentre per i cristiani il giorno festivo è la domenica, giorno in cui  i fedeli affollano le chiese. Nonostante la religione islamica e cristiana siano entrambe monoteiste, il dialogo tra cristiani occidentali e mondo musulmano è difficile perché, in particolare tra gli arabi, si è sviluppato un profondo senso di amarezza, risentimento, invidia, ostilità nei confronti dell’Occidente e della sua ricchezza, potenza e cultura. Questo risentimento è generato dall’imperialismo occidentale e dal dominio esercitato a lungo sul mondo musulmano nel corso del XX sec. e in parte è provocato anche da atti politici specifici dell’Occidente, quali gli interventi contro l’Iraq a partire dal 1991. Il malcontento diffuso negli ambienti religiosi più tradizionalisti, fortemente critici verso la politica di quei governi ritenuti responsabili della corruzione di una società ligia da secoli al rispetto dei principi più puri dell’Islam, è alla base del fenomeno del cosiddetto fondamentalismo islamico. È questa una delle tendenze più vistose dell’Islam. Il termine “fondamentalismo” indica oggi l’ideologia dei numerosi movimenti nati nel mondo islamico per propugnare, anche con il ricorso alla violenza, il ritorno alla rigida osservanza dei precetti della religione come forma di opposizione politica e culturale all’Occidente. Il rimedio più efficace contro ogni conflitto è la conoscenza e il rispetto verso una realtà come l’Islam. La presenza di musulmani tra di noi potrebbe avere un effetto positivo. Questo potrà avvenire se si sospenderà il giudizio e se ci si occuperà di raccogliere nozioni basilari che assicurino migliori conoscenze e maggiore consapevolezza.