La prova orale del concorso PNRR 3 si articola in 45 minuti per la scuola secondaria e 30 minuti per infanzia e primaria. Questa differenza temporale riflette la diversità dei percorsi formativi e impone ai candidati una gestione strategica dello studio: chi si prepara per la secondaria deve calibrare una progettazione didattica più articolata, mentre nei gradi iniziali la sintesi diventa cruciale.
Il colloquio comprende due componenti: la verifica della conoscenza della disciplina e l’accertamento della lingua inglese a livello B2. Quest’ultima si svolge attraverso un colloquio mirato che testa la capacità comunicativa in ambito professionale.
L’obiettivo generale è accertare le competenze didattiche e metodologiche del futuro docente, valutando non solo il sapere teorico ma anche la capacità di trasmettere contenuti in modo efficace.
La lezione simulata occupa circa metà del tempo complessivo, lasciando il resto all’approfondimento disciplinare e alla verifica linguistica. Questa ripartizione richiede ai candidati di bilanciare esposizione progettuale e prontezza nel rispondere alle domande della commissione.
La lezione simulata: estrazione, progettazione, esposizione
L’estrazione della traccia avviene ventiquattro ore prima del colloquio ufficiale, concedendo ai candidati il tempo necessario per una progettazione didattica ragionata anziché improvvisata. Questo margine temporale consente di strutturare un percorso coerente che dimostri metodo e consapevolezza professionale.
L’esposizione della lezione occupa circa metà del tempo complessivo dell’orale e richiede chiarezza espositiva assoluta. La commissione verifica tre dimensioni obbligate:
Il contesto di classe e i bisogni educativi speciali
Il candidato definisce il profilo della classe ipotizzata, specificando bisogni educativi speciali eventualmente presenti e le strategie per garantire un approccio inclusivo.
Gli obiettivi e le metodologie didattiche
Vengono indicati gli obiettivi di apprendimento perseguiti e le metodologie adottate, dimostrando coerenza tra finalità educative e strumenti operativi impiegati.
La verifica e la valutazione degli apprendimenti
Si descrivono le fasi di verifica previste e i criteri di valutazione, mostrando come monitorare l’efficacia dell’intervento formativo e misurare i progressi raggiunti dagli studenti.
I criteri di valutazione e il colloquio disciplinare
La commissione concentra l’attenzione sulla capacità del candidato di trasmettere i contenuti disciplinari attraverso un approccio inclusivo, valorizzando la padronanza lessicale adeguata al ruolo docente. Non basta dimostrare conoscenze teoriche: occorre saperle veicolare con linguaggio preciso e metodologie rispettose dei bisogni educativi speciali.
Il colloquio disciplinare mira a confermare la preparazione teorica e normativa del futuro insegnante di ruolo, verificando che il candidato padroneggi i riferimenti legislativi e i quadri epistemologici della propria disciplina. In questa fase la commissione pone domande mirate per accertare la solidità della formazione e la consapevolezza del contesto scolastico nazionale.
L’accertamento della lingua inglese a livello B2 completa il quadro valutativo, integrando competenze linguistiche e didattiche in un giudizio complessivo che distingue la preparazione meramente nozionistica dalla competenza didattico-metodologica realmente spendibile in aula.