Entro maggio potrebbe scattare un piano coordinato di gestione della domanda energetica, legato alle criticità nei transiti attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo fonti giornalistiche come Repubblica, Il Foglio e il Corriere della Sera, l’esecutivo sta definendo un pacchetto di interventi per ottimizzare i consumi. La premier Giorgia Meloni e il ministro della Difesa Guido Crosetto hanno delineato il quadro: interrogato sull’eventualità di interruzioni significative, Crosetto ha risposto: “È ciò che si teme. Non tutto ma molto”.
Il perimetro delle misure copre diversi ambiti. Sul fronte domestico, si ipotizza la riduzione di un grado della temperatura dei condizionatori e dei termosifoni, con un’ora in meno di utilizzo giornaliero: il risparmio stimato è di 75–80 miliardi di metri cubi di gas. Per la mobilità torna l’ipotesi delle targhe alterne.
Lo smart working potrebbe essere esteso nella pubblica amministrazione e nel privato, sulla base di norme e procedure già collaudate: attualmente circa 555mila dipendenti pubblici lavorano in modalità agile, il 17% della forza lavoro della PA, con una crescita del 10% registrata a fine 2025. Si valutano inoltre riduzioni dell’illuminazione pubblica e monumentale e rimodulazioni dei cicli produttivi nei settori energivori. L’approccio è graduale, senza interruzioni improvvise.
Le scorte di gas e il margine di sicurezza
I depositi italiani registrano attualmente un livello di riempimento del 44%, una percentuale che si colloca al di sopra della media europea e rappresenta un elemento di relativa rassicurazione rispetto alle criticità legate agli approvvigionamenti. Il dato sugli stoccaggi offre un margine di sicurezza importante, ma non elimina del tutto i rischi legati alla situazione geopolitica in atto.
Il nodo critico, come evidenzia un’analisi pubblicata da Repubblica, riguarda piuttosto i flussi in arrivo, che potrebbero iniziare a rallentare nell’arco di tre settimane. Si tratta di un approccio graduale, che non prevede interruzioni improvvise ma una gestione oculata delle risorse disponibili, coerente con la pianificazione preventiva illustrata dal governo nelle scorse settimane.
La scuola e la sanità: continuità dei servizi e stop all’ipotesi di dad
Anche nell’ipotesi di un contingentamento dell’energia, istruzione e sanità rimarrebbero pienamente operativi. Secondo quanto riportato da Il Foglio, questi settori sono considerati strategici e pertanto verrebbero salvaguardati da qualsiasi forma di razionamento.
Allo stato attuale, l’esecutivo esclude un ritorno alla didattica a distanza e sospensioni delle prestazioni sanitarie programmate. L’obiettivo dichiarato è preservare la continuità educativa e assistenziale, garantendo ai cittadini i servizi fondamentali senza interruzioni.
Qualora si rendessero necessari aggiustamenti, questi sarebbero circoscritti e proporzionali, senza intaccare il nucleo essenziale delle prestazioni. La priorità resta mantenere studenti in aula e pazienti assistiti, indipendentemente dalle criticità negli approvvigionamenti energetici.
Il lavoro agile e la mobilità: ricadute operative per studenti e famiglie
L’eventuale estensione dello smart working, sia nella pubblica amministrazione che nel settore privato, si baserebbe su norme e prassi già collaudate durante la pandemia. Attualmente, circa 555mila dipendenti pubblici (il 17% della forza lavoro della PA) lavorano in modalità agile, con un incremento del 10% registrato a fine 2025.
Per studenti e famiglie, l’attivazione di queste misure comporterebbe implicazioni pratiche nell’organizzazione domestica: con uno o entrambi i genitori in lavoro da remoto e i figli a scuola in presenza, si renderebbe necessario un coordinamento più attento degli spazi e delle routine.
Le ipotesi di riduzione della temperatura di riscaldamento e condizionamento (un grado in meno) e di limitazione dell’orario di utilizzo (un’ora al giorno in meno) inciderebbero direttamente sul comfort abitativo e sui costi energetici.
Sul fronte mobilità, l’ipotesi delle targhe alterne richiederebbe modifiche negli spostamenti quotidiani, dal tragitto casa-scuola agli impegni extrascolastici, con possibili ripercussioni sull’organizzazione familiare e sulle tempistiche degli accompagnamenti.
Il contesto geopolitico e le opzioni di approvvigionamento
La premier Meloni ha compiuto una missione nel Golfo per mantenere aperti i canali diplomatici con tutti gli attori regionali, Iran incluso. Fonti governative confermano che il dialogo con Teheran non si è mai interrotto.
Parallelamente si valutano alternative per diversificare le forniture: massimizzazione della produzione delle centrali a carbone, incremento delle rinnovabili e, su proposta della Lega, riattivazione delle importazioni di gas russo, ipotesi che solleva complesse implicazioni politiche.
La premier riferirà in Parlamento nei prossimi due giorni, illustrando tempi e modalità del piano energetico.