Secondo le stime Invalsi, il tasso di abbandono scolastico precoce in Italia si attesterebbe all’8,3% nel 2025, in attesa della conferma ufficiale da parte di Istat ed Eurostat. Il dato rappresenta un netto miglioramento rispetto all’obiettivo intermedio del 10,2% concordato con l’Unione Europea e anticipa di cinque anni il raggiungimento del target del 9% previsto per il 2030.
Nel 2024 era già stato certificato un tasso del 9,8%, segnando per la prima volta il superamento della soglia psicologica del 10 per cento.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato risultati superiori anche sul versante degli studenti intercettati: «Abbiamo coinvolto 1 milione e 100mila studenti a rischio abbandono o che avevano lasciato la scuola», a fronte dell’obiettivo Ue di 820mila ragazzi.
Sul fronte della spesa, l’avanzamento del PNRR nella componente istruzione ha raggiunto circa il 65% del totale, con investimenti all’80 per cento.
Le misure di contrasto: Agende Sud e Nord
Alla base dei risultati sulla dispersione si collocano le Agende Sud e Nord, strumenti operativi finanziati con oltre un miliardo di euro complessivi per ridurre divari territoriali e abbandoni scolastici.
L’Agenda Sud ha coinvolto 2.164 istituti, con un rafforzamento significativo del sostegno alle scuole con maggiore fragilità: gli istituti finanziati con 150mila euro ciascuno sono passati da 245 a 600 grazie a un’ulteriore assegnazione di risorse nel settembre scorso.
Parallelamente, l’Agenda Nord ha intercettato 2.100 scuole, estendendo l’intervento su scala nazionale e confermando l’approccio territoriale come leva strategica per contrastare gli abbandoni precoci.
La leva digitale: classi e formazione del personale
La trasformazione digitale della scuola italiana ha superato gli obiettivi fissati dal PNRR. Sono state attivate 136mila classi digitali, oltre un terzo in più rispetto alle 100mila aule previste per la trasformazione in ambienti di apprendimento innovativi. L’investimento ha coinvolto l’intero territorio nazionale, dotando le scuole di strumenti tecnologici e infrastrutture per una didattica più interattiva.
Parallelamente, è stata completata la formazione di 815mila unità di personale scolastico nella didattica digitale integrata, superando il target europeo di 650mila. Docenti e personale tecnico-amministrativo hanno partecipato a oltre 130mila corsi formativi, acquisendo competenze per utilizzare efficacemente le nuove tecnologie in classe.
Questa preparazione diffusa rappresenta un elemento chiave per rendere sostenibile e strutturale l’innovazione didattica avviata con i fondi europei.
Le competenze: percorsi Stem, orientamento e lingue
Gli investimenti sulle competenze hanno coinvolto 8.171 scuole, superando l’obiettivo europeo di 8.000 istituti. Nell’ambito dell’innovazione di competenze e linguaggi, sono stati attivati 235mila percorsi formativi che hanno interessato oltre 3,7 milioni di studenti.
Le aree prioritarie riguardano le discipline Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), l’orientamento scolastico e il multilinguismo. L’ampiezza della platea coinvolta testimonia la portata dell’intervento formativo, che ha toccato una quota significativa della popolazione studentesca nazionale.
L’edilizia scolastica: nidi, mense e sicurezza
Al 31 dicembre 2025 gli investimenti su asili nido e scuole dell’infanzia hanno raggiunto i 4,6 miliardi di euro, distribuiti su 4.113 interventi, con una copertura del 36% che supera l’obiettivo intermedio del 33%.
Sul fronte mense scolastiche sono stati stanziati 960 milioni per 1.850 interventi già autorizzati, cui si aggiungono a dicembre ulteriori 23,1 milioni destinati a finanziare 59 nuovi progetti di potenziamento del tempo pieno su tutto il territorio nazionale.
Sempre a fine anno sono stati allocati 206,8 milioni per l’adeguamento alla normativa antincendio e per interventi urgenti di messa in sicurezza degli edifici scolastici. Nel mese precedente era stato firmato un decreto con altri 223,7 milioni, che hanno consentito di finanziare 1.155 interventi aggiuntivi.
Complessivamente sull’edilizia scolastica sono stati investiti circa 12 miliardi di euro, tra fondi Pnrr e, per circa un terzo degli interventi di sicurezza, fondi ministeriali, intervenendo su circa 10mila edifici, oltre un quarto del patrimonio scolastico totale.
La sfida successiva: inclusione e filiera tecnico-professionale
Roberto Ricci, presidente dell’Invalsi, definisce il calo della dispersione «un grande risultato» che apre «una nuova sfida per la scuola italiana: trovare la strada giusta per tutti questi ragazzi recuperati tra i banchi». L’obiettivo passa dall’intercettazione all’inclusione reale e al successo formativo.
In questa prospettiva Ricci indica la filiera tecnologico-professionale 4+2 e il rilancio complessivo di tecnico e professionale come strumenti fondamentali. Gli Its Academy, grazie al PNRR, hanno triplicato iscritti e corsi.