cose che nessuno saDi questo parliamo quando parliamo d’amore: di lacrime. Chissà se quelle dell’amore ferito raccolte tutte insieme formano un oceano più vasto di quelle scaturite dall’amore corrisposto. Chissà se sono in equilibrio come le salite e le discese. Sono cose che nessuno sa.

Le cose che “nessuno sa” sono quelle che un adolescente scopre dal passaparola degli altri nei bagni del liceo. Perchè le stelle sono fatte di luce, ad esempio. O perchè è impossibile leccarsi i gomiti, ad esempio, come dice Marta a Margherita. Cosa voglia dire davvero “intelligente”.

Cose che nessuno sa – come da omonimo titolo di D’Avenia – riguardano però soprattutto il funzionamento dei meccanismi che regolano l’amore in una coppia. Il perchè, come dice la nonna di Margherita, ogni dolore porta una benedizione, secondo il detto popolare, e perchè la bellezza venga proprio dalla elaborazione della sofferenza, a volte. Come succede nella silenziosa lotta dell’ostrica contro il corpo estraneo ed intruso che lei trasformerà in perla.

Ci investe di riflessioni poetiche ed esistenziali il nuovo libro di Alessandro D’Avenia, che narra l’adolescenza a metà fra crudo realismo e aspirazioni poetiche, creando dei personaggi che a volte quasi non sembrano veri. Non hanno perso la voglia di fantasticare, di guardare la città al buio lontano dalle sue luci, di riflettere su “bellezza e libertà”, le uniche due cose, scrive, per cui la vita vale la pena viverla.

Perchè ciò che si perde dell’adolescenza, sembra dirci nella sottotraccia del romanzo il suo autore, è proprio la capacità di farsi domande, di continuare a ruotare intorno agli interrogativi che ti assalgono quando non sei ancora entrato nell’età adulta.

Lo sa bene anche il prof di Margherita, che è innamorato di Stella ma non sa amarla nella quotidianità, che si fa insultare a un semaforo nel traffico pur di non interrompere la declamazione mentale dei versi amorosi di Keats, e però non riesce a guardare negli occhi la sua compagna.

Ha forse dimenticato, come il padre di Margherita, che le annuncia in segreteria telefonica di voler lasciare la famiglia, il significato del coraggio dell’amore. Margherita che da quel momento diventa “un mollusco chiuso in una conchiglia che un predatore ha sorpreso aperta e indifesa…” perchè “il vuoto onnivoro dell’abbandono” divora la sua luce.

Ma la luce torna inaspettatamente, per vie misteriose e inaspettate, nella vita di Margherita e di coloro che ama. E non vi dico di più.

Il predatore l’aveva condotta in un luogo che non conosceva, in una stanza buia dentro di lei, occupata da fantasmi e creature da incubo. Ma ora che c’era dentro scopriva che era un luogo confortevole, nascosto e quasi irraggiungibile (…)Avrebbe trovato amore in quel buio più di quanto ne avesse trovato nella luce fredda e ingannevole del mondo (…)

Alessandro D’Avenia
Cose che nessuno sa
Mondadori
19 euro