Esame terza media 2026: requisiti di ammissione, prove e valutazione secondo il MiM

Esame terza media 2026: requisiti di ammissione, prove e valutazione secondo il MiM

Guida completa ai requisiti di ammissione, alla struttura delle prove scritte e orali, alle misure per DSA e disabilità, e alla formula di valutazione finale dell'esame di terza media 2026.
Esame terza media 2026: requisiti di ammissione, prove e valutazione secondo il MiM

Per accedere all’esame di terza media 2026, gli studenti devono soddisfare condizioni precise stabilite dalla normativa. La validità dell’anno scolastico richiede la frequenza di almeno tre quarti del monte ore personalizzato.

Tra i requisiti obbligatori figurano la partecipazione alle prove Invalsi di italiano, matematica e inglese, una votazione in condotta non inferiore a sei decimi e l’assenza di sanzioni disciplinari che comportino l’esclusione dall’esame.

Il consiglio di classe delibera il voto di ammissione valutando l’intero percorso del triennio. Questo voto rappresenta la sintesi del rendimento complessivo e concorre alla determinazione del risultato finale.

In presenza di gravi lacune in una o più discipline, i docenti possono decidere la non ammissione dell’alunno, anche se i requisiti formali risultano rispettati.

I candidati privatisti devono presentare domanda entro il 20 marzo 2026. Tutte le indicazioni derivano dalla pagina ministeriale dedicata del MiM, che costituisce il riferimento ufficiale per famiglie e istituzioni scolastiche.

La struttura delle prove: scritti e colloquio

L’esame di terza media 2026 si articola in tre prove scritte seguite da un colloquio orale. Le verifiche scritte riguardano rispettivamente la padronanza della lingua italiana, le competenze logico-matematiche e le abilità nelle lingue straniere studiate durante il triennio.

Il colloquio orale rappresenta il momento conclusivo dell’iter valutativo e mira a verificare la capacità di analisi critica degli studenti, valutando anche la loro abilità nel creare collegamenti interdisciplinari. Durante questa fase assume particolare importanza la dimostrazione delle competenze acquisite in educazione civica, tema trasversale al percorso formativo.

Per gli alunni che hanno seguito un indirizzo musicale, il colloquio include anche la valutazione della pratica strumentale, riconoscendo così la specificità del loro percorso di studi.

Le misure per DSA e disabilità

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito prevede personalizzazioni specifiche dell’esame per alunni con bisogni educativi particolari, garantendo percorsi valutativi equi e rispettosi delle singole condizioni.

Per gli studenti con disabilità, le prove d’esame vengono calibrate in coerenza con il Piano Educativo Individualizzato (PEI), documento che definisce obiettivi e modalità didattiche personalizzate. Qualora la partecipazione all’esame risulti impossibile, la normativa ministeriale prevede il rilascio di un attestato di credito formativo, che certifica il percorso compiuto senza equipollenza al diploma.

Gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) affrontano invece l’esame secondo quanto stabilito dal Piano Didattico Personalizzato (PDP). La normativa introduce misure dispensative mirate, in particolare per le lingue straniere: a seconda della gravità del disturbo, le prove scritte possono essere sostituite con verifiche orali o adattate nei contenuti e nelle modalità di somministrazione, preservando gli obiettivi valutativi fondamentali.

La formula di valutazione finale e la certificazione

Il voto finale dell’esame di terza media 2026 si ottiene calcolando la media aritmetica tra il voto di ammissione e la media dei voti conseguiti nelle singole prove d’esame. La soglia minima per il superamento è fissata a 6/10.

Quando la frazione decimale è pari o superiore a 0,5, il voto viene arrotondato all’unità superiore. La lode può essere attribuita esclusivamente agli studenti che raggiungono la votazione massima e solo con decisione unanime della commissione d’esame.

Al termine del percorso valutativo, ogni candidato riceve la certificazione delle competenze acquisite durante il primo ciclo d’istruzione, nella quale vengono riportati anche i livelli raggiunti nelle prove Invalsi di italiano, matematica e inglese.

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