Il Consiglio dei ministri ha approvato, il 22 aprile 2026, un decreto che riconosce agli studenti dei percorsi quadriennali di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) l’accesso diretto sia agli ITS Academy sia all’esame di Stato. La misura, battuta dall’agenzia ANSA e riportata da Orizzonte Scuola, crea un collegamento immediato tra formazione professionale e istruzione terziaria o superiore, eliminando le barriere tradizionali.
I destinatari del provvedimento sono le studentesse e gli studenti che completano con successo i quattro anni di studio nei percorsi IeFP. Al termine del percorso, si aprono due strade concrete: l’iscrizione ai corsi di alta specializzazione degli ITS Academy, strutture post-diploma dedicate alla formazione tecnica avanzata, oppure l’ammissione diretta all’esame di Stato per conseguire il diploma di maturità.
L’esame di Stato: niente prove preliminari e anno integrativo
Chi sceglie di affrontare l’esame di Stato trova un percorso semplificato. Il decreto prevede che i candidati sostengano le prove in un istituto assegnato dall’Ufficio scolastico regionale, senza l’obbligo di superare esami preliminari. Questa deroga elimina una fase tradizionalmente obbligatoria per chi proviene da percorsi formativi diversi dal quinquennio ordinario.
Scompare anche l’anno integrativo, prima indispensabile per accedere alla commissione d’esame. Gli studenti diplomati IeFP quadriennale risparmiano quindi dodici mesi di frequenza aggiuntiva, guadagnando tempo nel passaggio verso l’istruzione superiore.
La semplificazione amministrativa consente di sostenere direttamente le prove conclusive, allineando di fatto i tempi dei diplomati professionali a quelli dei percorsi quinquennali tradizionali.
La garanzia della qualità: Invalsi, Rapporto di Autovalutazione e piani di sviluppo
Per consentire il passaggio diretto, il Consiglio dei ministri ha istituito un doppio sistema di verifica degli apprendimenti. Le scuole di formazione professionale dovranno dimostrare l’eccellenza del proprio percorso educativo attraverso due canali paralleli.
Da un lato, peseranno le rilevazioni oggettive nazionali condotte dall’Invalsi, che forniranno parametri standardizzati per misurare le competenze acquisite dagli studenti. Dall’altro, ogni istituto sarà chiamato a documentare internamente il proprio operato tramite il Rapporto di Autovalutazione (RAV), strumento che fotografa punti di forza e criticità dell’offerta formativa.
La responsabilità non si esaurisce nella fotografia dell’esistente. Gli istituti IeFP ammessi alla nuova corsia dovranno tracciare obiettivi concreti di miglioramento nei rispettivi piani di sviluppo scolastico, garantendo così un presidio continuo della qualità didattica e organizzativa necessaria per preparare studenti all’accesso diretto agli ITS Academy o all’esame di Stato.
Le ricadute per studenti e istituti: opportunità e responsabilità
Il decreto approvato il 22 aprile 2026 introduce un cambiamento concreto nella pianificazione del percorso formativo degli studenti IeFP. Chi conclude i quattro anni potrà scegliere immediatamente tra l’iscrizione agli ITS Academy e la preparazione all’esame di Stato, senza dover affrontare prove preliminari o frequentare un anno integrativo.
Questa semplificazione riduce i tempi e offre una maggiore flessibilità nelle scelte formative.
Per gli istituti, la nuova architettura comporta responsabilità precise. Le scuole dovranno documentare i risultati attraverso il Rapporto di Autovalutazione e definire obiettivi chiari nei piani di sviluppo scolastico, garantendo un’offerta formativa d’eccellenza.
Il collegamento diretto tra formazione professionale e istruzione superiore richiede standard elevati e processi verificabili, trasformando la qualità didattica in un prerequisito per accedere alla nuova corsia.
Il quadro istituzionale: via libera senza intesa unanime in Conferenza Unificata
Il decreto ha ricevuto l’approvazione del Consiglio dei ministri nonostante l’assenza di un accordo unanime in sede di Conferenza Unificata. Il provvedimento ha comunque registrato il parere favorevole dei rappresentanti di Comuni e Province, consentendo al Governo di procedere con la riforma della formazione professionale.