Maturità 2026, tolleranza zero sui dispositivi: esclusione immediata dall'esame e aule blindate

Maturità 2026, tolleranza zero sui dispositivi: esclusione immediata dall'esame e aule blindate

Il MIM vieta smartphone, smartwatch e auricolari durante la maturità 2026. Chi possede un dispositivo viene escluso dalle prove: sanzione drastica che comporta la bocciatura.
Maturità 2026, tolleranza zero sui dispositivi: esclusione immediata dall'esame e aule blindate

Le direttive del Ministero dell’Istruzione e del Merito impongono una linea di tolleranza zero contro qualsiasi tentativo di comunicare con l’esterno o copiare durante le prove. Il divieto è assoluto e riguarda smartphone, smartwatch, auricolari wireless, tablet, palmari e qualsiasi apparecchio dotato di tecnologie a infrarossi o ultravioletti.

La regola vale dall’ingresso nell’istituto fino alla consegna definitiva dell’elaborato, senza eccezioni.

Prima dell’inizio di ogni prova scritta, i candidati devono consegnare spontaneamente i propri dispositivi. Questi vengono custoditi in spazi dedicati predisposti dalla scuola e restituiti solo al termine.

L’obiettivo è garantire la massima equità tra tutti i maturandi, evitando fughe di notizie o vantaggi sleali.

Le sanzioni per il possesso o l’uso di smartphone e affini

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha stabilito conseguenze drastiche per chi viola il divieto sui dispositivi elettronici. La sanzione prevista è l’esclusione immediata da tutte le prove d’esame, un provvedimento che comporta di fatto la bocciatura e la perdita dell’intero anno scolastico.

L’aspetto più critico riguarda le modalità di applicazione: la sanzione scatta per il solo possesso del dispositivo, indipendentemente dall’utilizzo effettivo. Anche uno smartphone spento, in modalità aereo o nascosto nello zaino, nelle tasche o tra i libri costituisce violazione dell’ordinanza ministeriale.

Non esistono attenuanti né eccezioni.

La finalità deterrente è esplicita: eliminare alla radice qualsiasi tentativo di frode. Il consiglio pratico per i candidati è univoco: lasciare i dispositivi elettronici a casa oppure consegnarli preventivamente ai docenti prima dell’inizio delle prove.

Le aule blindate: isolamento digitale e gestione dei dispositivi

Durante le giornate delle prove scritte, le scuole attuano un vero e proprio isolamento digitale: la rete internet viene limitata o completamente oscurata. Solo i computer autorizzati del dirigente scolastico possono accedere al sistema per scaricare il plico telematico, utilizzando identità digitale e Chiave Ministero.

Per gestire i dispositivi consegnati dagli studenti, gli istituti ricorrono a soluzioni specifiche: armadietti metallici di sicurezza o custodie schermate simili alle buste antitaccheggio, che bloccano completamente i segnali radio. Questi sistemi rendono gli smartphone totalmente inattivi fino alla restituzione.

L’obiettivo è duplice: prevenire fughe di notizie sulle tracce e garantire equità tra tutti i candidati. Le misure tecnologiche si integrano con la sorveglianza fisica della commissione, creando un ambiente d’esame protetto da qualsiasi interferenza esterna non autorizzata.

L’eccezione delle calcolatrici consentite e i controlli

Tra le misure restrittive, il Ministero dell’Istruzione e del Merito prevede un’unica deroga: l’uso della calcolatrice durante le prove scritte. Sono ammesse esclusivamente calcolatrici scientifiche o grafiche incluse nell’elenco ufficiale pubblicato annualmente dal MIM.

Restano categoricamente vietati i modelli dotati di funzionalità CAS (Computer Algebra System), connessioni Wi-Fi o Bluetooth e capacità di archiviare file di testo.

I commissari effettuano verifiche preventive sui modelli portati in aula dagli studenti. Chi si presenta con una calcolatrice non conforme la vede immediatamente ritirata prima dell’inizio della prova, rimanendo sprovvisto di uno strumento essenziale per i calcoli.

La responsabilità di accertare la conformità del dispositivo ai parametri ministeriali ricade interamente sul candidato, che deve verificare per tempo il proprio modello.

La vigilanza della commissione e le raccomandazioni agli studenti

Il presidente e i commissari d’esame sono tenuti a leggere ad alta voce le disposizioni normative prima della distribuzione delle tracce, illustrando con chiarezza sanzioni e comportamenti vietati. Questa fase iniziale mira a responsabilizzare i candidati e a dissipare ogni dubbio sulle norme di condotta.

Durante le sei ore destinate alle prove scritte, la sorveglianza si estende in modo continuo e capillare. I docenti presidiano aule, corridoi, spazi comuni e servizi igienici, luoghi storicamente più esposti a tentativi di elusione dei divieti. Tale monitoraggio costante garantisce l’equità della valutazione e il rispetto integrale delle regole.

Il richiamo alla correttezza assume un significato educativo profondo: l’esame di Maturità rappresenta un rito di passaggio che mantiene il proprio valore formativo solo se svolto nella massima trasparenza. Affidarsi esclusivamente alla preparazione acquisita nei cinque anni di studio costituisce l’unico approccio vincente per affrontare serenamente il percorso conclusivo del ciclo scolastico.

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