Giovani in Parlamento per i social: «Ascoltateci, non solo protezione»

Giovani in Parlamento per i social: «Ascoltateci, non solo protezione»

Ad aprile la Commissione Infanzia di Montecitorio ascolta per la prima volta una delegazione di giovani sull'impatto di internet e social media.
Giovani in Parlamento per i social: «Ascoltateci, non solo protezione»

Ad inizio aprile, la Commissione per l’Infanzia e l’adolescenza di Montecitorio ha aperto un’indagine conoscitiva sull’impatto di internet e delle nuove tecnologie ascoltando, per la prima volta in questa forma, una delegazione di giovani. L’iniziativa, che segna un passaggio storico per il Parlamento italiano, è stata documentata dall’Ansa e rappresenta la risposta istituzionale a una richiesta precisa: non solo protezione, ma ascolto attivo dei primi consumatori dei social.

Un precedente esiste: nel 1999 un gruppo di ragazzi venne ascoltato in Parlamento, ma in quell’occasione erano accompagnati da rappresentanti del Comune di Roma. Oggi i giovani si sono presentati da soli, frutto dei percorsi di partecipazione realizzati da Unicef Italia.

Sette voci si sono alternate sui temi dell’isolamento sociale, delle dipendenze digitali, del cyberbullismo, dell’esposizione a contenuti inappropriati e degli effetti sul benessere psicologico, portando esperienze dirette e proposte concrete.

Le priorità indicate: diritti dei minorenni, inclusione e sicurezza online

Tra gli interventi, uno dei giovani ha sottolineato la necessità di mettere al centro i diritti dei minorenni nello sviluppo delle tecnologie digitali, prestando attenzione anche alle esperienze specifiche dei ragazzi stranieri. La richiesta è stata chiara: coinvolgere attivamente i minorenni nei processi decisionali e investire in un ambiente digitale più sicuro e inclusivo.

Gli strumenti proposti passano per educazione digitale, accesso alle informazioni e dispositivi di protezione efficaci, accessibili a tutti indipendentemente dalla lingua, dallo status giuridico o dal contesto di vita. Un altro intervento ha ribadito che le nuove generazioni rappresentano la fetta di mercato più grande tra gli utenti quotidiani dei social, eppure raramente vengono consultate.

I ragazzi hanno richiamato i rischi già noti: isolamento sociale, dipendenze digitali, cyberbullismo, contenuti inappropriati ed effetti sul benessere psicologico. Da questi scenari critici emerge la proposta di trasformare vulnerabilità in opportunità, attraverso policy che tutelino senza escludere, garantendo protagonismo e ascolto reale.

La scuola al centro: educazione digitale e ruolo dell’IA secondo Carcaterra

I giovani auditi hanno chiesto che l’educazione all’uso consapevole della tecnologia diventi una materia scolastica vera e propria, necessaria per garantire ai bambini un’esistenza non dominata da automatismi disumanizzanti. L’appello trova riscontro nelle riflessioni del professor Antonio Carcaterra, docente di Meccatronica alla Sapienza di Roma, intervistato da La Tecnica della Scuola in occasione del ventennale Flc-Cgil.

Secondo Carcaterra, le nuove tecnologie stimolano sia la parte inventiva sia quella ludica degli studenti, creando una simbiosi tra indagine scientifica e capacità di innovazione. Questa integrazione rappresenta una chiave promettente per la crescita scolastica, permettendo di esercitare abilità creative e immaginative.

L’accademico sottolinea inoltre che i dispositivi sperimentali hanno oggi costi più contenuti rispetto al passato, rendendo l’innovazione didattica più accessibile agli istituti.

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