Italia indietro sull'IA a scuola: i docenti la usano solo al 24%, rivela TALIS 2024

IA a scuola, Italia indietro: la usano solo il 24% dei docenti

Il rapporto TALIS 2024 rivela che in Italia solo il 24% dei docenti usa l'intelligenza artificiale, mentre la media globale raggiunge il 36%. Singapore e Emirati guidano con il 75%.
IA a scuola, Italia indietro: la usano solo il 24% dei docenti

Il rapporto TALIS 2024 – The State of Teaching – fotografa per la prima volta l’impatto delle nuove tecnologie nelle aule, rivelando un dato chiaro: a livello globale il 36% dei docenti dichiara di aver utilizzato l’intelligenza artificiale nel proprio lavoro durante l’anno 2024. L’Italia si posiziona però sotto questa media, fermandosi al 24%.

Il divario con i Paesi leader è netto: a Singapore e negli Emirati Arabi Uniti circa il 75% degli insegnanti utilizza regolarmente l’IA nella didattica. In Europa il quadro è variegato: la Francia si attesta al 14%, mentre Danimarca, Spagna, Belgio, Svezia e Portogallo oscillano tra il 30% e il 36%. I picchi continentali si registrano in Albania (52%), Romania (46%) e Polonia (45%), evidenziando un gap significativo che il sistema scolastico italiano deve affrontare.

Le pratiche d’uso: documentazione e piani lezione dominano

Tra i docenti che hanno scelto di integrare l’intelligenza artificiale, emerge un approccio pragmatico centrato su funzioni essenziali. Il 68% utilizza questi strumenti per documentarsi rapidamente o riassumere argomenti, mentre il 64% li sfrutta per generare piani lezione e attività didattiche. Solo il 25%, invece, ricorre all’IA per analizzare le performance degli studenti, una funzione che resta marginale nonostante le potenzialità di personalizzazione offerte.

Il ritardo non è solo tecnologico, ma anche culturale. Mentre in Asia e Medio Oriente l’intelligenza artificiale viene percepita come un supporto strutturale alla didattica, in Europa l’uso rimane spesso confinato a operazioni di base, limitando le possibilità di innovazione pedagogica.

Le percezioni dei docenti: entusiasmo a est, scetticismo in Europa

Il rapporto TALIS 2024 fotografa una frattura globale nelle percezioni sull’intelligenza artificiale a scuola. In Vietnam ed Emirati Arabi circa il 90% dei docenti promuove l’IA come supporto efficace per l’istruzione, con un entusiasmo palpabile verso le nuove tecnologie. In Europa, invece, l’atteggiamento è radicalmente opposto: in Francia meno del 20% concorda sul valore dell’IA per il sistema scolastico, e in Italia lo scetticismo raggiunge livelli analoghi.

Questa diffidenza ha radici concrete. Sette insegnanti su dieci nella media OCSE temono che l’intelligenza artificiale permetta agli studenti di presentare come proprio il lavoro generato da algoritmi, trasformando il plagio in pratica quotidiana. A questi timori si aggiungono preoccupazioni etiche: il 40% dei docenti è preoccupato che l’IA possa amplificare pregiudizi, rinforzare concetti errati o compromettere la privacy dei dati personali. Queste percezioni condizionano pesantemente le scelte didattiche, rallentando l’adozione effettiva dello strumento in contesti dove la diffidenza prevale sull’innovazione.

La formazione: domanda alta, offerta scarsa e divario generazionale

Il rapporto TALIS 2024 evidenzia un paradosso cruciale: il 29% degli insegnanti dichiara un forte bisogno di competenze sull’intelligenza artificiale, percentuale superiore a qualsiasi altra area formativa. Tuttavia, solo il 38% ha effettivamente partecipato a corsi specifici nell’ultimo anno.

Il contrasto con altri Paesi è netto: a Singapore si è formato il 76% del corpo docente, mentre in Francia appena il 9%. L’offerta formativa sul tema risulta insufficiente rispetto alla domanda. Emerge inoltre un divario generazionale: i docenti con oltre dieci anni di servizio esprimono il bisogno più alto di formazione sull’IA, raggiungendo il 30%, ma partecipano meno ai corsi rispetto ai colleghi novizi. Questo fenomeno rischia di creare una scuola a due velocità, dove l’esperienza didattica non è supportata dagli strumenti moderni e le competenze tecnologiche restano confinate ai più giovani.

La via d’uscita: mentorship e supporto per integrare l’IA in classe

Il rapporto TALIS 2024 documenta un dato critico: il 75% degli insegnanti dichiara di non possedere le conoscenze necessarie per insegnare utilizzando l’intelligenza artificiale. Tra i docenti che non hanno ancora adottato questi strumenti, il 33% si sente sopraffatto dall’idea di dover integrare anche questa tecnologia nel proprio lavoro quotidiano.

L’indagine evidenzia come lasciare i professori soli davanti alle nuove tecnologie non produca risultati. La soluzione indicata dai dati passa attraverso un supporto strutturato: la mentorship e la collaborazione tra colleghi si rivelano fondamentali per aumentare la soddisfazione lavorativa e il benessere dei docenti, specialmente quelli alle prime esperienze.

Applicare questo modello all’intelligenza artificiale potrebbe trasformare la diffidenza in opportunità concreta. L’affiancamento tra insegnanti più esperti nell’uso dell’IA e colleghi meno ferrati tecnologicamente rappresenta una leva per superare l’isolamento e favorire un’adozione efficace degli strumenti digitali nella didattica.

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