Indire avvia indagine nazionale sull'uso dell'IA nelle scuole: i risultati al Festival di settembre

Indire avvia indagine nazionale sull'uso dell'IA nelle scuole: i risultati al Festival di settembre

Indire e il Festival dell'Innovazione Scolastica lanciano un'indagine nazionale per mappare come gli studenti usano l'intelligenza artificiale a scuola. Questionario anonimo fino al 30 aprile 2026.
Indire avvia indagine nazionale sull'uso dell'IA nelle scuole: i risultati al Festival di settembre

L’intelligenza artificiale è entrata nelle aule scolastiche in modo spesso silenzioso, utilizzata dagli studenti per studiare, cercare informazioni, scrivere testi e produrre immagini. Per comprendere come viene realmente impiegata e quali effetti produce sull’apprendimento, Indire — Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa — e il Festival dell’Innovazione Scolastica hanno avviato un’indagine nazionale, aperta fino al 30 aprile 2026.

L’iniziativa nasce dalla necessità di mappare pratiche d’uso concrete e impatti formativi di strumenti digitali sempre più diffusi ma poco documentati. Obiettivo dichiarato dai promotori è costruire un quadro realistico delle percezioni e dei comportamenti dei giovani rispetto all’IA, colmando la carenza di dati strutturati su un fenomeno in rapida espansione.

I risultati della rilevazione saranno presentati durante la sesta edizione del Festival dell’Innovazione Scolastica, in programma a Valdobbiadene dal 4 al 6 settembre 2026, con tema “Intelligenza, intelligenze. Apprendere con l’IA: esperienze e impatti”.

Il questionario: tempi, modalità e ambiti analizzati

Lo strumento di rilevazione è un questionario online anonimo, compilabile in circa cinque minuti direttamente in classe con il supporto dei docenti. La scelta di somministrarlo in orario scolastico mira a garantire una partecipazione ampia e rappresentativa, coinvolgendo gli studenti nel loro contesto quotidiano di apprendimento.

L’indagine si concentra su due ambiti principali: la frequenza d’uso degli strumenti di intelligenza artificiale e la percezione soggettiva delle opportunità e delle difficoltà che gli studenti incontrano nel loro utilizzo. Tra le tecnologie osservate rientrano chatbot, generatori automatici di testi e immagini, e tool di scrittura assistita, ormai diffusi nella pratica quotidiana di molti giovani.

Samuele Borri, dirigente tecnologo di Indire, ha dichiarato: “Con questa indagine intendiamo ribadire il ruolo degli studenti come interlocutori attivi dei processi di cambiamento, valorizzando un rapporto diretto capace di orientare in modo più consapevole la ricerca”. L’impostazione metodologica intende restituire voce agli studenti, ascoltandoli senza filtri per comprendere come stiano realmente integrando l’IA nelle proprie strategie di studio e vita quotidiana.

La voce dei giovani: motivazioni e cornice di presentazione

L’indagine nasce da una constatazione chiara: il dibattito sull’intelligenza artificiale in ambito educativo si sviluppa spesso senza coinvolgere chi la utilizza quotidianamente. Luigi Ballerini, presidente del Comitato scientifico del Festival dell’Innovazione Scolastica, ha evidenziato questa lacuna affermando: “In molti parlano di giovani, pochi con i giovani. L’indagine è un primo passo per capire assieme a loro quali cambiamenti, forse epocali, stanno accadendo nelle loro vite con la AI, a scuola e fuori”.

I risultati della rilevazione nazionale saranno presentati durante la sesta edizione del Festival, in programma a Valdobbiadene dal 4 al 6 settembre 2026, interamente dedicata al tema “Intelligenza, intelligenze. Apprendere con l’IA: esperienze e impatti”. L’evento rappresenterà l’occasione per condividere dati concreti e avviare un confronto strutturato tra istituzioni, docenti e studenti sulle trasformazioni in atto nei processi di apprendimento.

Il sondaggio sui docenti: continuità con il 2025 e nuove domande

Accanto alla rilevazione rivolta agli studenti, prosegue il sondaggio promosso dalla Tecnica della Scuola con il gruppo di ricerca Paths di Indire, dedicato ai docenti. Si tratta della seconda edizione dopo quella del 2025, i cui esiti sono stati presentati a Didacta e citati nel Digital Education Outlook dell’OCSE. Il questionario mantiene le domande principali per consentire un confronto diretto, aggiungendo quesiti sull’applicazione delle Linee Guida nelle scuole.

Gli insegnanti si confrontano con chatbot, generatori di testi e immagini, tool di scrittura assistita. Da un lato emergono opportunità per la didattica personalizzata e la semplificazione dei processi educativi, dall’altro permangono timori sul rischio che l’IA sostituisca creatività e pensiero critico.

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