Latino alle medie da settembre 2025: disciplina opzionale con valutazione autonoma

Latino alle medie da settembre 2025: disciplina opzionale con valutazione autonoma

Le nuove Indicazioni Nazionali introducono il Latino per l'educazione linguistica come disciplina opzionale nelle scuole medie a partire dal 2026.
Latino alle medie da settembre 2025: disciplina opzionale con valutazione autonoma

Le Indicazioni Nazionali per il primo ciclo entreranno in vigore il 1° settembre 2025, coinvolgendo scuole primarie e secondarie di primo grado. Dal 2026, le scuole medie offriranno come disciplina opzionale il “Latino per l’educazione linguistica” (LEL), introdotto nelle classi seconde e terze.

Il professor Andrea Balbo, coordinatore della sottocommissione di latino per la revisione delle Indicazioni nazionali, ha fornito chiarimenti su Italia Oggi. La riforma mira a rafforzare le competenze linguistiche, migliorare la qualità espressiva e potenziare le capacità di pensiero e ragionamento degli studenti.

Il LEL si colloca nell’area di lettere o come ora aggiuntiva, a seconda della proposta dell’istituto. Le famiglie potranno scegliere se aderire a questa opzione formativa a partire dall’anno scolastico 2026-27.

La struttura del LEL alle medie: orario, opzionalità e integrazione nel curricolo

Il “Latino per l’educazione linguistica” entrerà nelle classi seconde e terze con un’ora settimanale in forma opzionale. Dall’anno scolastico 2026-27, le famiglie potranno scegliere liberamente se far frequentare questa disciplina ai propri figli.

Ogni istituto deciderà se collocare il LEL nell’area di lettere o come ora aggiuntiva.

Andrea Balbo, coordinatore della sottocommissione di latino, ha chiarito che “reintrodurre il latino – per chi lo vuole – non vuol dire togliere ore a italiano o alle altre discipline umanistiche, ma significa aggiungere competenze, rafforzare le conoscenze, perfezionare la qualità espressiva e la ricchezza dei contenuti“. L’obiettivo è organizzare in maniera più robusta pensiero e ragionamento, offrendo uno spazio di inclusione anche agli studenti non italofoni.

Attualmente, i corsi volontari di latino nelle scuole medie sono veramente minimi, e pochi insegnanti riescono ad affrontare il tema del passaggio dalla lingua antica a quella moderna nell’ambito delle lezioni di italiano.

La valutazione autonoma e gli esiti attesi sul profilo linguistico e culturale

Il Latino per l’educazione linguistica avrà una valutazione indipendente, progettata per valorizzarne le potenzialità didattiche in collegamento con educazione civica, storia, geografia, arte e immagine, lingue straniere e religione. La disciplina assume così un ruolo metacognitivo, rafforzando la precisione linguistica e la correttezza grammaticale degli studenti.

Il LEL introduce il recupero della dimensione diacronica nell’apprendimento, permettendo agli studenti di comprendere come concetti fondamentali della civiltà latina – come res publica, libertas e scientia – continuino a vivere nel mondo contemporaneo attraverso diritto, storia, mito e nella stessa concezione di Europa.

Secondo il professor Balbo, la disciplina rappresenta “un balzo nel futuro” anche nell’era dell’intelligenza artificiale: una solida competenza linguistica rafforzata da fondamenti storici offre strumenti concreti per affrontare le sfide contemporanee.

Con 33 ore annue distribuite su due anni e il supporto di strumenti multimediali già consolidati nella didattica delle lingue classiche, il LEL si configura come sostegno efficace nel tentativo di superare sciatterie linguistiche e nel costruire quell’intelaiatura concettuale che consente la pratica corretta di una lingua.

Le competenze dei docenti e le reti tra scuole per l’avvio del percorso

L’insegnamento del Latino per l’educazione linguistica sarà affidato a docenti già in servizio nelle scuole secondarie di primo grado che possiedono l’abilitazione per il latino oppure competenze adeguate acquisite durante specifici percorsi universitari. Negli istituti privi di queste figure professionali, sarà necessario attivare reti di collaborazione con altre scuole del primo grado o con i licei del territorio, garantendo così l’accesso a personale dotato di competenze aggiornate.

Queste soluzioni organizzative richiedono ai dirigenti scolastici una pianificazione anticipata per individuare le risorse disponibili e strutturare eventuali accordi di rete. Esperienze di questo tipo sono già operative in diverse realtà italiane e si prevede un loro incremento progressivo.

Le famiglie interessate potranno informarsi presso la segreteria didattica del proprio istituto per verificare le modalità di attivazione del corso e la presenza delle competenze necessarie nell’organico. Il Ministero ha indicato la possibilità di una futura revisione delle classi di concorso, che potrebbe formalizzare ulteriormente il profilo professionale richiesto per questa disciplina.

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