Chiropratico: quello che dovete sapere

Volete lavorare come chiropratico e avete bisogno di tutte le informazioni su cosa faccia effettivamente e cosa studiare per praticare la professione? Per chi soffre spesso di dolori alla schiena o agli arti, il chiropratico è una mano santa, non solo come detto, ma le loro mani possono fare davvero miracoli. Si tratta di una professione molto ricercata e che, fino a qualche tempo fa, era riconosciuta solo all’estero. Dal 2007 la chiropratica è stata riconosciuta legalmente anche in Italia. Per essere precisi e fare le cose per bene, scopriamo insieme cosa fa nello specifico e cosa studiare per diventarlo.

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Chiropratico: cosa fa

Vi abbiamo accennato che il chiropratico si occupa dei dolori alla schiena, ma ovviamente non fa solo questo. Il chiropratico si occupa principalmente dei disturbi dolorosi della colonna vertebrale: torcicollo, sciatica, schiacciamento dei dischi intervertebrali, disturbi alle gambe, dolore alle spalle e alle braccia. Come agisce? Inizia con il rintracciare la causa di diversi disturbi andando a indagare l’irregolare posizione delle articolazioni vertebrali. Ci sono delle fasi: presentazione della storia clinica del paziente, il controllo di eventuali radiografie e particolari test per valutare la simmetria delle due metà del corpo, la postura e la colonna vertebrale. Una volta chiarita la situazione generale, il chiropratico interviene con un trattamento manuale specifico che deve correggere le alterazioni dei singoli elementi della spina dorsale.

Chiropratico: il percorso di studi

Le materie di studio del chiropratico sono quelle del corso di medicina di un Paese anglo-sassone. Variano il numero di ore sono richieste nozioni di materie specialistiche come filosofia e tecniche di manipolazione. Per accedere al corso di chiropratica è indispensabile il diploma di scuola superiore e una buona conoscenza della lingua inglese che deve essere certificata tramite le certificazioni  TOEFL o l’IELTS. Il corso generalmente termina con un periodo di circa un anno di praticantato, la discussione di una tesi e un esame di abilitazione all’esercizio della professione.

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