Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha emanato un decreto che assegna 139 milioni di euro alle Regioni per garantire la fornitura gratuita o parzialmente gratuita dei libri di testo nell’anno scolastico 2026/27. L’intervento è rivolto agli studenti delle scuole dell’obbligo e delle secondarie di secondo grado provenienti da nuclei familiari in condizioni economiche svantaggiate.
Il provvedimento mira a sostenere il diritto allo studio attraverso un sistema di riparto regionale delle risorse, assicurando che i fondi raggiungano le famiglie che maggiormente necessitano di supporto economico per l’acquisto del materiale didattico. Il decreto del Mim stabilisce criteri precisi per l’allocazione delle somme, basandosi su dati certificati che riflettono il fabbisogno territoriale.
L’orizzonte temporale fissato per l’utilizzo di questi fondi è l’anno scolastico 2026/27, consentendo alle amministrazioni regionali di pianificare con anticipo le modalità operative di erogazione dei contributi alle famiglie beneficiarie.
I criteri Istat e la platea degli aventi diritto
La ripartizione dei fondi alle Regioni si basa sui dati forniti dall’Istat, che ha individuato i nuclei familiari beneficiari secondo parametri economici precisi. Il criterio utilizzato è la soglia Isee di 15.493,71 euro: solo le famiglie con indicatore della situazione economica equivalente inferiore a questa cifra possono accedere al sostegno per l’acquisto dei libri di testo.
La platea degli aventi diritto comprende gli studenti delle scuole dell’obbligo – primarie e secondarie di primo grado – e delle scuole secondarie di secondo grado, sia statali che paritarie. L’intervento garantisce la gratuità totale o parziale dei testi scolastici, alleggerendo il carico economico per le famiglie a basso reddito.
La finalità del provvedimento è duplice: assicurare il diritto allo studio a tutti gli studenti, indipendentemente dalle condizioni economiche familiari, e ridurre le disuguaglianze educative legate al reddito. La soglia Isee permette di orientare le risorse verso chi ne ha effettivo bisogno, calibrando l’intervento pubblico sulle reali necessità territoriali.
La ripartizione regionale: regioni con le quote maggiori e minori
Le assegnazioni principali: il Sud in testa
Il riparto regionale dei 139 milioni riflette la distribuzione dei nuclei familiari con Isee inferiore a 15.493,71 euro censiti dall’Istat. La Campania guida la classifica con 26,3 milioni di euro, seguita dalla Sicilia con 21,6 milioni e dal Lazio con 16,1 milioni. La Lombardia riceverà 13,8 milioni, la Puglia 11,4 milioni e la Calabria 9,1 milioni. All’estremo opposto si colloca la Valle d’Aosta, destinataria di poco più di 261mila euro.
La logica del riparto proporzionale
La distribuzione delle risorse segue un criterio proporzionale alla platea di studenti appartenenti a famiglie in condizioni economiche svantaggiate presente in ciascuna regione. Le regioni meridionali concentrano le quote più elevate proprio perché registrano un numero maggiore di nuclei con redditi al di sotto della soglia Isee stabilita.
Il criterio adottato assicura che i fondi vengano assegnati in base al reale fabbisogno territoriale, garantendo equità nell’accesso al diritto allo studio su tutto il territorio nazionale.